mercoledì , 17 gennaio 2018

Coppia dell’acido, Martina Levato: “Gli uomini mi trattavano come un oggetto, io volevo punirli”

Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro – Sono sempre stata trattata come un oggetto, sfruttata a livello sessuale. Decisi allora di prendere in mano la vita, di essere protagonista delle mie decisioni. Decisi di risolvere…” In un’aula del Tribunale di Milano, Martina Levato è sotto processo. Per lei il pubblico ministero Marcello Musso ha appena chiesto 20 anni di prigione. «Martina Levato è una manipolatrice della verità», ha detto. Per il suo complice, Andrea Magnani, invece, ha chiesto 14 anni. Entrambi sono accusati di aver aggredito con l’acido due ragazzi, oltre a Pietro Barbini. In quest’aula di Tribunale per settimane Martina Levato ha ricostruito passo passo, dal suo punto di vista, tutta la sua vita, i rapporti con l’amante Alex Boettcher, con il complice Andrea Magnani, con i suoi genitori e con le sue vittime, incolpevoli protagonisti di un piano diabolico e senza senso alcuno. Un racconto dell’orrore, una sorta di memoriale della follia, che lascia sgomenti.

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Pubblichiamo allora a puntate su Giallo questo racconto, a partire dall’incontro con Alex Boettcher, l’uomo che le cambierà la vita, avvenuto in un locale di ballo latinoamericano di Milano nel maggio del 2013. Racconta Martina al giudice: «Abbiamo ballato insieme. Una mia amica dice di conoscerlo e che è un tipo altezzoso, meglio lasciar perdere. Ma è proprio un bel ragazzo e così inizia una frequentazione diciamo avventurosa e non una storia seria, allora è solo sessuale. Lui però mi ha affascinato perché mi trattava con rispetto e dopo un’interruzione voluta da lui a giugno io gli scrivo per chiedere di rivederci, così in estate riprendiamo la relazione. Sono sempre stata trattata come un oggetto e ho sofferto perché non ero mai valutata dai ragazzi per quelle che sono le mie doti morali e di donna».

“POI MI SONO ACCORTA DI AMARLO’ «A dicembre 2013 mi accorgo di provare un sentimento nei confronti di Alex, decido di dirglielo ma lui dice che non ricambia, allora io tronco la relazione. Ma Alex torna sui suoi passi e ritorna più dolce con me. Le vacanze di Natale non le trascorriamo insieme, lui non so con chi fosse, all’epoca non sapevo fosse sposato. Il giorno della Befana Alex mi manda un messaggio di cercarmi un altro ragazzo perché lui non era adatto a me. Le mie amiche allora mi vedono soffrire ma dicono di lasciarlo perdere.. .Poi a febbraio lui parte per la Thailandia. Mi diceva che si stava rilassando e si divertiva anche con altre ragazze, ma che gli mancavo… Io ero molto stressata dagli esami e dalla sua mancanza, ero in una situazione ambivalente». È in quei giorni di assenza di Alex che si colloca il suo incontro con una delle vittime: Giuliano Carparelli, fotografo di moda al quale poi la banda getterà l’acido il 15 novembre 2014 e che la scamperà perché si proteggerà con un ombrello.

«Alex non c’era e io uscii solo due sere, la seconda sono andata al Divina con Emanuela e Greta, le mie due amiche; avevamo bevuto molto. Nel momento in cui io ero nel privé con Greta, vengo fermata da un ragazzo che dice di chiamarsi Giuliano. Io conosco Giuliano e balliamo insieme, lui dice di essere un fotografo e che girava il mondo. Era molto ubriaco e mi invitava a dormire a casa sua scherzosamente, a un certo punto mi ha dato un bacio e ha iniziato un palpeggiamento da parte sua. Mi ha chiesto poi di uscire dal locale per fumare e io l’ho seguito. Poi, fuori, sulla scala laterale lui tenta di avere un rapporto con me, ma io non voglio, così rientriamo e lui sparisce, io penso che sia assurdo perché a fronte di un bacio sparire così… Insomma viene sempre scambiata la mia gentilezza per qualcos’altro. Nel viaggio di ritorno a casa io piango e non mi capacito di come sono finita di nuovo in una situazione così, penso che lo ero solo un oggetto per gli uomini e anche per Alex…». Un bacio ricambiato e un tentativo di approccio: per questo Giuliano deve essere punito.

Questo è il folle racconto di Martina. Che prosegue: «Comunque quando Alex torna dalla Thailandia ci vediamo e stiamo una notte insieme, allora lui mi sembra più disponibile verso di me e così ad aprile 2014 la storia riprende bene. Non andavamo mai a casa sua ma in albergo, perché lui mi diceva che la casa era anche di altri soci e io gli credevo. Allora non pensavo fosse sposato; quindi per Pasqua mando i miei in vacanza a Rimini e lo invito a casa mia ed è li che mi accorgo di essere innamorata, passiamo giorni bellissimi facciamo cose che fanno le coppie non gli amanti andiamo al cinema e al ristorante… In quei giorni ho scoperto di volere un figlio da lui e questo mi ha spiazzato dentro. Ma decido di dirglielo. Gli comunico che avrei fatto dei figli con lui e anche lui rimane spiazzato e mi chiede del tempo. Dopo nei giorni successivi mi risponde che anche lui avrebbe voluto con me una famiglia».

“PRIMA NON AVEVO OBIETTIVI NELLA VITA” «Mi ha scardinato la visione della vita di donna, ho iniziato a ripensare all’università, ai miei obiettivi e ai miei progetti di prima. Ho iniziato a confidarmi con mia mamma, che avevo allontanato in passato e a non frequentare più le mie amiche. Mia ma dre non mi ha mai abbandonato, le ho detto anche della mia contorta vita sessuale, ma non del fatto che volevo lasciare l’università perché non volevo deluderli». È allora che il legame malato tra Martina e Alex arriva a una svolta: «Alex mi chiede di andare da lui nel weekend nella sua seconda casa di via Alessi e io sono felice, ma ai miei lo presento a maggio 2014. Entriamo in casa d’improvviso una sera alle undici, mio padre rimane male, Alex è messo male, disordinato, ma io dico che ho una storia con lui da un anno e che siamo una coppia, poi lo informo che vado da lui nel weekend, ma lui, tipico uomo del Sud, esprime il suo totale dissenso. A dire il vero Alex non fa buona impressione ai miei, lui lo capisce e vista la loro reazione mi chiede di non seguirlo, ma io vado lo stesso e si crea una frattura con i miei genitori».

“HO COMPRATO L’ACIDO PER PULIRE CASA” «Andiamo nella casa di via Alessi che era disabitata, io non sapevo ancora della moglie e compriamo cose per la casa e per pulirla bene a fondo, tra cui l’acido muriatico che è quello che hanno trovato in casa quando ci hanno arrestato. A fine maggio succede qualcosa di strano: io sto messaggiando con un ragazzo, tale Nicol amico di infanzia, che era stato la mia prima cotta, e Alex si accorge della mia assenza mentale da lui e inizia a chiedere chi è questo; io non gli avevo detto di storie precedenti, non lo avevo ritenuto opportuno perché non erano importanti e quindi gli dico chi era quel ragazzo tranquillamente, lui mi chiede se avessi avuto rapporti con lui, io dico di sì e lui scoppia a piangere, per lui è come un lutto praticamente». Una frase sconcertante.

«Nei giorni successivi, anche quando eravamo a casa mia anche i miei genitori lo hanno visto piangere e hanno visto piangere me. È stato un periodo turbolento perché lui ha scoperto che non ero la Martina che credeva lui e io ho saputo che era sposato… Lui disse che io l’avevo abituato a conoscere una persona che non esisteva. Quando mi ha confessato della moglie per me è stato un punto di rottura, perché anche io avevo conosciuto una persona che non esisteva. Gli ho chiesto del tempo, però poi ha prevalso il mio innamoramento. È stato un brutto periodo, Alex non riusciva a superare i miei tradimenti, sono stati giorni bruttissimi e bellissimi: da una parte avevo scoperto il mio senso materno, dall’altro tutto si stava sgretolando e io ero in uno stato confuso. Era come se avessimo la felicità in mano e ci stesse scappando perché avevamo nascosto l’uno all’altro delle parti della nostra vita. Allora io mi sono confidata con mia madre che mi ha detto che avevo avuto una vita senza valori. Mi sono sentita sola, anche le mie amiche dicevano di lasciare Alex perché non mi aveva detto di essere sposato, non riuscivo a concretizzare niente… Decido allora di prendere in mano la vita, di essere protagonista delle mie decisioni…».

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