Coppia dell’acido, Martina Levato: “Gli uomini mi trattavano come un oggetto, io volevo punirli”

Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro – Sono sempre stata trattata come un oggetto, sfruttata a livello sessuale. Decisi allora di prendere in mano la vita, di essere protagonista delle mie decisioni. Decisi di risolvere…” In un’aula del Tribunale di Milano, Martina Levato è sotto processo. Per lei il pubblico ministero Marcello Musso ha appena chiesto 20 anni di prigione. «Martina Levato è una manipolatrice della verità», ha detto. Per il suo complice, Andrea Magnani, invece, ha chiesto 14 anni. Entrambi sono accusati di aver aggredito con l’acido due ragazzi, oltre a Pietro Barbini. In quest’aula di Tribunale per settimane Martina Levato ha ricostruito passo passo, dal suo punto di vista, tutta la sua vita, i rapporti con l’amante Alex Boettcher, con il complice Andrea Magnani, con i suoi genitori e con le sue vittime, incolpevoli protagonisti di un piano diabolico e senza senso alcuno. Un racconto dell’orrore, una sorta di memoriale della follia, che lascia sgomenti.

Pubblichiamo allora a puntate su Giallo questo racconto, a partire dall’incontro con Alex Boettcher, l’uomo che le cambierà la vita, avvenuto in un locale di ballo latinoamericano di Milano nel maggio del 2013. Racconta Martina al giudice: «Abbiamo ballato insieme. Una mia amica dice di conoscerlo e che è un tipo altezzoso, meglio lasciar perdere. Ma è proprio un bel ragazzo e così inizia una frequentazione diciamo avventurosa e non una storia seria, allora è solo sessuale. Lui però mi ha affascinato perché mi trattava con rispetto e dopo un’interruzione voluta da lui a giugno io gli scrivo per chiedere di rivederci, così in estate riprendiamo la relazione. Sono sempre stata trattata come un oggetto e ho sofferto perché non ero mai valutata dai ragazzi per quelle che sono le mie doti morali e di donna».

“POI MI SONO ACCORTA DI AMARLO’ «A dicembre 2013 mi accorgo di provare un sentimento nei confronti di Alex, decido di dirglielo ma lui dice che non ricambia, allora io tronco la relazione. Ma Alex torna sui suoi passi e ritorna più dolce con me. Le vacanze di Natale non le trascorriamo insieme, lui non so con chi fosse, all’epoca non sapevo fosse sposato. Il giorno della Befana Alex mi manda un messaggio di cercarmi un altro ragazzo perché lui non era adatto a me. Le mie amiche allora mi vedono soffrire ma dicono di lasciarlo perdere.. .Poi a febbraio lui parte per la Thailandia. Mi diceva che si stava rilassando e si divertiva anche con altre ragazze, ma che gli mancavo… Io ero molto stressata dagli esami e dalla sua mancanza, ero in una situazione ambivalente». È in quei giorni di assenza di Alex che si colloca il suo incontro con una delle vittime: Giuliano Carparelli, fotografo di moda al quale poi la banda getterà l’acido il 15 novembre 2014 e che la scamperà perché si proteggerà con un ombrello.

«Alex non c’era e io uscii solo due sere, la seconda sono andata al Divina con Emanuela e Greta, le mie due amiche; avevamo bevuto molto. Nel momento in cui io ero nel privé con Greta, vengo fermata da un ragazzo che dice di chiamarsi Giuliano. Io conosco Giuliano e balliamo insieme, lui dice di essere un fotografo e che girava il mondo. Era molto ubriaco e mi invitava a dormire a casa sua scherzosamente, a un certo punto mi ha dato un bacio e ha iniziato un palpeggiamento da parte sua. Mi ha chiesto poi di uscire dal locale per fumare e io l’ho seguito. Poi, fuori, sulla scala laterale lui tenta di avere un rapporto con me, ma io non voglio, così rientriamo e lui sparisce, io penso che sia assurdo perché a fronte di un bacio sparire così… Insomma viene sempre scambiata la mia gentilezza per qualcos’altro. Nel viaggio di ritorno a casa io piango e non mi capacito di come sono finita di nuovo in una situazione così, penso che lo ero solo un oggetto per gli uomini e anche per Alex…». Un bacio ricambiato e un tentativo di approccio: per questo Giuliano deve essere punito.

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