Corte Costituzionale, Renzi apre all’intesa con il M5s e scarica Forza Italia la consulta si ferma

0

E’ finalmente chiuso l’accordo sui giudici costituzionali, nella giornata di ieri. Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti, è questa la nuova terna di voti che Pd, M5S ed area centrista della maggioranza, si sono apprestati a votare nella seduta del Parlamento di ieri pomeriggio. Il Pd in cambio dei voti M5s a Barbera, sosterrà la candidatura di Modugno. Sui tre nomi che hanno avuto il benestare di Renzi sono stati proposti ai grillini.

Ai nomi sopra indicati si aggiunge quello di Giulio Prosperetti, classe 1946 professore all’Università di Tor Vergata di Diritto della sicurezza sociale. Furioso Silvio Berlusconi, il quale una volta appresa la notizia ed intervenuto alla presentazione del libro di Vespa, ha dichiarato:“E’molto grave che la Corte Costituzionale non abbia neppure un giudice al suo interno che appartenga al centrodestra. E’ una cosa molto molto grave”.Il Pd ha deciso di mollare Forza Italia e cercare la mediazione con il Movimento Cinque Stelle.

Nel corso della seduta che ha avuto inizio intorno alle ore 19.00 di ieri c’è stata anche una rottura tra i berlusconiani ed i democratici, che ha di fatto facilitato le cose per l’accordo con i grillini. “Il fatto che lei urli in quest’Aula non può che rendere disgustoso agli occhi degli studenti che ci guardano (nel settore riservato al pubblico, ndr). Il suo intervento non fermerà il mio”, ha detto il capo del governo all’ex ministro. Di certo ha sorpreso la decisione dei 5 stelle, i quali se fino a pochi giorni fa erano contrari al nome di Augusto Barbera oggi i parlamentari grillini si sono riuniti ed hanno accettato la situazione a patto che passi il loro candidato.

È finita col presidente del consiglio che per far dispetto ad un capogruppo dell’opposizione, “scongela” i grillini el ascia la Corte costituzionale senza un esponente del centrodestra. Il battibecco che è destinato forse a cambiare le sorti della legislatura, ma certamente tradisce un grande nervosismo del premier, si è verificato alla Camera dei deputati, nella tarda mattinata di ieri. Protagonisti sono Matteo Renzi e, sull’altro fronte, l’ex ministro forzista Renato Brunetta.

Renzi era in Aula, accompagnato dal solo ministro Marianna Madia, e si è scaldato quando l’ex ministro berlusconiano, nella sua replica, è andato di fioretto: “La narrazione del premier appare contraddittoria, retorica, insopportabile e omissiva. È tale il suo rispetto per il Parlamento che abbiamo appreso dei 450 militari a Mosul da Porta a Porta enon in Parlamento. Se ne rende conto?”. L’economista ha poi denunciato la presenza di ‘mance’ e ‘mancette’ nella legge di Stabilità, accusando il governo di stare tentando di “comprarsi” i voti. Per modificare la legge di bilancio, il centrodestra ha presentato un controdocumento unitario, modifiche firmate da Fi, Lega e Fdi.

“Se tutto ciò che facciamo è una mancia indecente”, ha replicato il premier in crescendo, “mi chiedo come si fa a definire “mancia indecente” 80 euro a poliziotti e carabinieri quando notoriamente non hanno redditi milionari ed è certamente un sostegno alla loro vita quotidiana?” E ancora: “Come si fa, quando si è fatto il ministro della Funzione pubblica e si è votato il decreto “Contenimento della spesa”, con il quale avete bloccato i contratti delle forze di sicurezza? Noi abbiamo sbloccato ciò che avete bloccato. Come sifa aprendere in giro il Parlamento? Onorevole Brunetta la prego torni in sé!”, ha gridato il premier.

“Il fatto che lei urli in quest’Aula non può che rendere disgustoso agli occhi degli studenti il suo intervento”, ha poi continuato rivolto a Brunetta, segnalando la presenza di alcuni giovani visitatori in tribuna. “Noi tra Brunetta e la povera gente staremo sempre con la povera gente”, ha aggiunto Renzi, dopo avere rinfacciato le presunte manchevolezze dei governi di centrodestra. La dura lite tra il leader Pd e il presidente dei deputati azzurri, da sempre fiero oppositore del Patto del Nazareno, ha già avuto consenguenze. La principale è che, con la scusa del battibecco, il segretario dem ha fatto saltare lo schema di intesa con Fi per eleggere i nuovi giudici della Consulta ed ha aperto ad un accordo separato con il Movimento 5 Stelle. E pensare che erano stati proprio i grillini a sganciarsi dal Pd a causa degli imbarazzi legati al Salva Banche.

Già dalla votazione di ieri sera alle diciannove, dunque, i democratici hanno abbandonato per la sua strada il candidato degli azzurri, cioè l’avvocato Francesco Paolo Sisto. Al posto del penalista pugliese, che è stato involontario “blocco” dell’elezione, dem e grillini hanno scritto sulla scheda il nome di Giulio Prosperetti, espressione dell’area di centro della maggioranza. L’operazione ha fatto gioire i penta stellati, che subito hanno rivendicato con Danilo Toninelli quanto ‘l’intransigenza del M5s’ abbia fatto sì che ”nè Luciano Violante, nè l’avvocato di Berlusconi sono più candidati alla Corte”. La mossa di Renzi sarebbe in realtà molto tattica; così facendo il premier avrebbe puntato a far uscire allo scoperto alcuni azzurri “scontenti” per la gestione del gruppo da parte dell’economista.

In ogni caso, i grillini hanno portato avanti la «terna» composta dal piddino Augusto Barbera, il “loro” Franco Mo- dugno e Giulio Prosperetti, e, peruna volta, si sono “scongelati”. L’accelerazione del Pd sarebbe anche legata al fastidio del capo dello Stato, Sergio Mattarella, rispetto allo stallo che durava da mesi. Fiutata la sconfitta, Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto di ieri, ”visto l’atteggiamento di netta chiusura da parte della maggioranza e del presidente Renzi nei confronti di una forza, il centrodestra unito, che è maggioritaria nel paese nei sondaggi, e che alle ultime elezioni politiche ha perso, si fa per dire, per 134mila voti”, come ha spiegato ancora Brunetta. ”Abbiamo privilegiato un accordo più ampiopossibile», gli ha risposto l’omologo pd, Ettore Rosato. In serata l’Aula ha scelto infatti Barbera (581 voti), Modugno (609) e Prosperetti (585). Ma già domani i grillini voteranno la mozione di sfiducia individuale contro Maria Elena Boschi.

Rispondi o Commenta