Da parroco ad arcivescovo di Palermo: il gran giorno che tutti aspettano di don Corrado Lorefice

Quella odierna è una giornata di grande attesa per la nomina ad arcivescovo di Palermo del parroco don Corrado Lorefice. Poche ore dovrebbero mancare all’ufficialità visto che nel pomeriggio di ieri è arrivato un importante segnale in merito. Nel dettaglio, il vescovo Antonio Staglianò ha annunciato la convocazione straordinaria del clero nella cattedrale di Noto, ovverosia della stessa diocesi di cui fa parte il parroco 50-enne di Modica.

Detto questo, un secondo importante indizio che porta all’imminente nomina di don Corrado Lorefice ad arcivescovo è rappresentato dal fatto che ieri sera, attorno alle 21, il cardinale ed arcivescovo Paolo Romeo per oggi ha fissato il raduno dei presbiteri, dei diaconi, dei seminaristi e di tutta la comunità diocesana citando una ‘importante comunicazione per la vita ecclesiale’. Il raduno, in particolare, è fissato per le ore 12 presso il Salone Filangeri della Curia arcivescovile.

Don Corrado Lorefice, vicino ai poveri ed amato dalla sua gente, salvo clamorose sorprese, per quella che comunque è una nomina fuori dagli schemi ed in linea con quella che è la ‘rivoluzione’ di Papa Francesco, prenderà il posto proprio di Paolo Romeo che da oltre due anni è arcivescovo dimissionario avendo compiuto i 75 anni nel 2013.

E’ previsto che in data odierna, martedì 27 ottobre del 2015, il passaggio del testimone tra Paolo Romeo e don Corrado Lorefice, nuovo arcivescovo di Palermo, venga reso noto in contemporanea da Noto, da Palermo e dal Vaticano per quella che sembra essere una nomina che è stata fortemente voluta proprio da parte di Papa Francesco.

Egregio Don Lorefice, ho accolto con sommo gaudio la notizia, a cui manca solo l’egida dell’ufficialità, della Sua nomina ad Arcivescovo della Città di Palermo.

Una scelta di questo tipo, che valuto epocale nella storia millenaria della Chiesa, manifesta appieno il significato del cammino che il Santo Padre ha intrapreso nello svolgimento del suo mandato sul soglio Petrino.

L’ azione pastorale da Ella intrapresa si è sempre mossa nella direzione degli ultimi, di chi vive e soffre nella quotidianità, che ha trovato nelle Sue parole e nel Suo comportamento conforto e riparo.

La Chiesa,con i suoi due millenni di storia, si è dimostrata ancora una volta con Papa Francesco, un’istituzione non solo moderna – che è il progetto che il Santo Padre con ostinazione ha intrapreso sin dall’inizio del Suo pontificato – ma mi permetto di dire rivoluzionaria rispetto ai canoni di un passato più o meno recente.

La scelta della Sua persona rientra in questo lungimirante disegno.

Sono certo che Ella saprà interpretarlo con coerenza di principi e di valori anche nel ruolo di Vescovo di tutti i siciliani; è evidente che lascerà un vuoto e un indelebile ricordo nella comunità cristiana della Città in cui in tutti questi anni ha operato per il bene del prossimo.

Non mi rimane che confermarLe le mie non formali felicitazioni e augurarLe una densa e ricca azione pastorale utile a migliorare non solo il rispetto e la devozione per la Chiesa ma da laico auspico anche la crescita morale di una società che ha tanto bisogno di essere guidata nella direzione di valori, di cui oggi sono diventati confusi i riferimenti e le certezze.

Vivissime Cordialità.

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