Delitto Caccia, preso il killer del giudice 32 anni dopo: inedito espediente per la cattura

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Fu ucciso la sera del 26 giugno del 1983 Bruno Caccia, procuratore della Repubblica di Torino. Bruno Caccia, che aveva 64 anni, fu ucciso con quattordici colpi di pistola, ed ora dopo oltre 32 anni si è arrivati ad una svolta in quanto è stato arrestato un uomo che sarebbe uno degli esecutori materiali dell’omicidio.

Si tratta di Rocco Schirripa, panettiere torinese di 62 anni, e di origini calabresi, arrestato nella notte di lunedì scorso dagli agenti della Squadra Mobile di Torino dopo che per l’uccisione del procuratore Bruno Caccia è stato già condannato all’ergastolo Domenico Belfiore.

Inedito è stato peraltro l’espediente utilizzato per la cattura di Rocco Schirripa. Ci si è avvalsi, in particolare, di lettere anonime andando a sfruttare il fatto che il mandante del crimine, Domenico Belfiore, è stato messo ai domicilari per gravi ragioni di salute in accordo con quanto dichiarato nel corso di una conferenza stampa dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

‘Sicuramente non sono soltanto due le persone che hanno delle responsabilità adesso vedremo se ci saranno sviluppi processuali’, ha dichiarato Marcello Maddalena, il procuratore generale di Torino, riferendosi a Domenico Belfiore e Rocco Schirripa, ed aggiungendo che ‘di certo la persona arrestata è un soggetto conosciuto, appartenente al clan Belfiore e al giro della criminalità siculo-calabrese‘.

Sulla vicenda relativa all’uccisione del procuratore della Repubblica di Torino Bruno Caccia si è espresso pure il sindaco di Torino, Piero Fassino, il quale ha parlato di ‘una ferita rimasta aperta per trent’anni’ auspicando che le indagini possano fare luce e assicurare alla giustizia i responsabili’.

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