Dieta mediterranea ‘inquinante’ con troppe scatolette e pochi cibi freschi

Tanti, troppi italiani hanno l’abitudine a non mangiare sano optando per una sorta di dieta mediterranea ‘inquinante’ con ricadute negative anche sull’ambiente. Questo perché, nello scegliere un prodotto confezionato rispetto ad un cibo fresco cambiano i costi ambientali tra il terreno, le risorse idriche da utilizzare e lo smaltimento degli scarti.

In merito, dopo un’indagine che l’Osservatorio Grana Padano ha realizzato su un campione di mille e duecento persone, è emerso come si consumino pochi cibi freschi in rapporto a quelli confezionati, il che significa che non è il massimo per la salute come per l’ambiente. Questo perché spesso al pesce fresco si preferisce il tonno in scatola, così come le patate vengono sì consumate ma sotto forma di snack optando per quelle fritte acquistate fuori casa che sono più caloriche, che contengono più grassi e che hanno pure un maggior contenuto di sale.

Ma quali sono le scelte giuste per l’alimentazione, ed in particolare per la salute e per l’ambiente?Ebbene, al riguardo l’Osservatorio Grana Padano fa presente come più spesso in alternativa alla carne si dovrebbero mangiare le uova, e più spesso pure prodotti come riso integrale e farro piuttosto che puntare sui cereali raffinati a partire dal pane visto che solo un italiano su dieci porta in tavola quello ‘nero’. Gli italiani sono invece virtuosi per quel che riguarda i latticini e l’olio d’oliva, ma c’è molta strada da fare sull’acqua in quanto occorrerebbe berne di più dal rubinetto e meno in bottiglie di plastica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.