Donald Trump molestava Lady Diana

Resta al vertice fra i candidati re- pubblicani alle presidenziali 2016 Donald Trump, che nei sondaggi di ieri vola sul 24 %, seguito col 13 % dall’ex governatore della Florida Jeb Bush. E ciò nonostante le continue polemiche sulla sua figura, ma forse è anche il sintomo che l’America si è stufata degli abbottonati “politicamente corretti”. Proprio ieri si è aggiunto un nuovo motivo di imbarazzo per il candidato, dato che un supremazista bianco del North Dakota ha dichiarato la sua ammirazione per Trump, tanto da volergli intitolare la comunità razzista che sta fondando al villaggio di Antler. Il fanatico Craig Cobb ha infatti deciso di chiamare “Trump Creativity” la colonia esclusivamente di bianchi che sta sorgendo su un terreno da lui acquistato per 10.000 dollari.

Cobb ha anche comprato per 35.000 dollari il vecchio edificio di una banca locale e vuole tramutarlo in chiesa, sperando di attirare giovani per l’mpolpare i 20 abitati ti. Al bizzarro fan di Trump saranno piaciuti i propositi di cacciata di tutti i clandestini messicani dal suolo Usa espressi dal candidato pochi giorni fa. E conditi dall’auspicio che le truppe statunitensi varchino il confine per presidiare vaste regioni messicane. A far più discutere sono i suoi commenti sulle donne, specie sulla giornalista Megyn Kelly, a proposito della quale aveva scritto, dopo un’intervista in TV: «Non ho visto sangue uscirle dagli occhi, né da alcuna altra parte del corpo».

Commenti che in verità non gli avrebbero fatto perdere consensi nemmeno fra le donne elettrici del partito repubblicano. Del resto, a proposito di donne negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare della moglie di Trump, Melania Knavs, che in caso di vittoria del marito sarebbe anche la prima first lady ad aver posato nuda per le copertine patinale, dato il suo passato di modella. Ancora da chiarire sono però le rivelazioni della giornalista inglese Seiina Scott, che da Londra ha attaccato Trump accusandolo di aver tampinato la principessa Diana come uno “stalker” una ventina d’anni fa, quando ormai finiva il matrimonio col principe Carlo. La Scott sostiene che la sua amica Diana le avrebbe confidato di pressanti messaggi di Trump, il quale però «faceva accapponare la pelle» a Lady D, che iniziava a preferire Dodi. Chissà come mai, se ne parla solo ora che c’è la Casa Bianca in palio.

Se adesso è tenacemente impegnato nella corsa alla Casa Bianca, negli anni Novanta Donald Trump si era dato un’altra missione (impossibile): conquistare una trophy wife, una moglie trofeo, da esporre alle serate di gala, da tenere al braccio nelle occasioni mondane. E secondo Selina Scott, giornalista veterana di Bbc, Cbs e Sky, quella moglie era la principessa Diana. Non appena Lady Di aveva divorziato dal principe Carlo (nel 1996), il miliardario americano, che ha fatto fortuna come imprenditore edile, aveva iniziato a corteggiare la principessa in modo insistente.

«Bombardava Diana con enormi bouquet di fiori che costavano centinaia di sterline ciascuno. E mentre le rose e le orchidee si accumulavano nel suo appartamento a Kensington Palace,
Diana cominciava a preoccuparsi e a chiedersi come reagire. Cominciava a percepire Trump come uno stalker», scrive la Scott sul Sunday Times. Verità o solo gossip? La giornalista conosceva la principessa del Galles e la frequentava di tanto in tanto. Per questo la sua rivelazione è ritenuta del tutto credibile. Sostiene anche che una sera a cena Diana le parlò di Trump e le confidò: «Mi dà i brividi, mi spaventa».

Lo stesso miliardario conferma l’interesse in Lady Di in un’autobiografia del 1997 (quando Diana era già morta), in cui scrive: «Per quanto riguarda le donne ho un solo dispiacere: non avere avuto l’occasione di corteggiare Lady Diana Spencer. L’ho incontrata in diverse occasioni e ho notato come emozionava le persone. Era davvero una principessa, una donna da sogno».

L’INATTESA RISPOSTA DELLA REGINA «Qualcuno deve aver ingrassato i freni». Lo avrebbe detto Elisabetta dopo essere stata avvisata dell’incidente dove aveva perso la vita Diana. Lo afferma un testimone in The Queen’s Speech, nuova biografia sui Reali.

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