Donna di 38 anni muore durante la fecondazione assistita

Era andata incontro alla vita, ed invece è andata incontro alla morte. Stiamo parlando di Arianna Acrivoulis, ovvero una donna di 38 anni di Bitritto in provincia di Bari morta durante una procedura di inseminazione artificiale nel centro di procreazione medicalmente assistita gestito dall’Asl nel plesso ospedaliero di Conversano “Jaja”.

La donna si era sottoposta ad una iperstimolazione per produrre ovociti, e per questo motivo è stata sottoposta ad un’anestesia come spesso accade in questi casi. L’intervento consiste nel cosiddetto pick-upm con l’aspirazione dei singoli follicoli.

Purtroppo la struttura di Conversano non dispone di un reparto di Rianimazione e dunque in seguito ai problemi nel corso della fecondazione assistita, è stato richiesto l’intervento del cardiologo ma purtroppo ormai era troppo tardi. La donna sarebbe morta in pochissimi minuti, mentre il marito attendeva fuori dalla sala ignaro di quanto stesse avvenendo all’interno della sala operatorio.Due medici sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Bari per cooperazione in omicidio colposo e nelle prossime ore il Pm inquirente del Tribunale di Bari, Luciana Silvetris affiderà l’incarico per l’autopsia.

Il Presidente dell’Associazione di consumatori Carlo Rienzi, ha dichiarato:”Grave episodio per il quale la magistratura dovrà fare chiarezza accertando cause e responsabilità.Vogliamo sapere se si è trattato dell’ennesimo caso di malasanità italiana e vi siano stati errori od omissioni che hanno contribuito a determinare il decesso.In tal caso, i responsabili andranno puniti severamente, e dovranno essere presi provvedimenti nei confronti degli enti responsabili della sanità in regione”.Nelle prossime 48 ore, il Ministro Lorenzin attende una prima relazione sull’accaduto per accertare responsabilità e per capire la causa del decesso.

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