Ecco Charlotte Elizabeth Diana

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La tradizione e il futuro di un Paese. In un nome. Anzi tre: Charlotte Elizabeth Diana. Con i suoi tre nomi la Royal Baby di William e Kate Her Royal Highness Princess Charlotte of Cambridge  tiene assieme tutta la storia del Regno Unito, con lo slancio innovatore delle nuove generazioni dei Windsor. Concilia le aspettative dei monarchici più tradizionalisti, e quelle di quanti amano la monarchia che si aggiorna. Perché se Charlotte è un atto d’amore e rispetto di William verso papà Carlo, il capolavoro di diplomazia dei «Cambridges», William e Catherine, sta in quell’«Eliza-beth Diana». Elizabeth, oltreché un omaggio alla sovrana (89) che a settembre sorpasserà Vittoria e diventerà la regina da più lunga data sul trono (oltre 63 anni), è un indizio di quello che sarà un giorno il regno di William. Nel segno del glorioso passato, di Elisabetta I e soprattutto di Elisabetta II, cresciuta nella Londra del secondo conflitto mondiale e incoronata nel 1953 in piena euforia post-bellica. Una sovrana che ha sempre considerato regnare un dovere, mai uno sfoggio di potere.

Diana è un omaggio a «mummy» da parte di William, e alla forza di rinnovamento che deve animare la monarchia se vuole sopravvivere. Perché il cambiamento passa anche per l’incidente del 1997. Ai funerali di Diana la regina (consigliata da un Tony Blair all’inizio della sua folgorante ascesa politica) le rese infine omaggio. E da lì iniziò un processo di svecchiamento che oggi, con la piccola Charlotte Elizabeth Diana, trova il suo coronamento. Tra i primi ad approvare via Twitter, il fratello di Diana, Charles Spencer: «Nomi perfetti. E la mia piccola Charlotte Diana di 2 anni sarà felice». La Charlotte più ammirata nella storia? Charlotte Sophia di Mecklenburg-Strelitz moglie di Giorgio III, ispiratrice dei Kew Gardens, ritratta in un celebre dipinto da Joshua Reynolds. E se la neonata è già una campionessa di equilibrismo istituzionale, può diventare (anche) l’ago della bilancia di una complessa partita elettorale. Un Royal Baby Boost, un «aiutino» dalla piccola per l’inquilino del numero 10 di Downing Street? È dibattito nei think tank di Londra, a due giorni dalle elezioni del 7 maggio. Perché l’annuncio nel settembre scorso di una seconda gravidanza di Kate, a dieci giorni dal voto sull’indipendenza scozzese, forse ha aiutato a rafforzare il sentimento unitario, scongiurando l’addio di Edimburgo da Londra. E così adesso Cameron spera ancora nell’aiuto della «Duchess». Che Royal Wedding e Royal Baby siano un tonico per l’orgoglio nazionale ne era convinto lo storico direttore delTEconomist, Walter Ba-gehot. Un nuovo nato nella Royal Household, sembra favorisca chiunque sia al potere. Quanto a William e Kate, dopo le rivelazioni sulle «interferenze politiche» di Carlo, certo non vogliono scendere nell’agone. Ma la loro Royal Baby è già nell’arena, suo malgrado.

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