Eligia Ardita: Nuovi testimoni aggravano la posizione di Christian Leonardi, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie

Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore – Che cosa aspettano ad arrestare l’assassino di mia figlia? Gli inquirenti hanno così tanti elementi contro di lui che la sua libertà non è più giustificata. Adesso si è aggiunta la testimonianza di alcune persone che hanno raccontato ai carabinieri di quanto quell’uomo fosse violento e che il rapporto con mia figlia era diventato ormai insostenibile. Hanno riferito di litigi continui, alcuni sfociati anche con aggressioni. È tutto agli atti. Le nuove testimonianze si basano su diverse confidenze che la stessa Eligia aveva fatto loro prima di morire e che dimostrano chiaramente la violenza dell’uomo che ha ucciso mia figlia e la mia nipotina, che sarebbe nata presto”.

I NUOVI TESTIMONI HANNO PAURA Agatino Ardita lotta con tutte le sue forze, vincendo anche la disperazione, per assicurare alla giustizia l’assassino di sua figlia Eligia, l’infermiera di 35 anni all’ottavo mese di gravidanza, morta in circostanze misteriose la sera del 19 gennaio a Siracusa. La Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati Christian Leonardi, il marito della donna, sotto accusa per omicidio volontario. La posizione dell’uomo è peggiorata dopo le importanti testimonianze che alcune persone hanno reso agli inquirenti alcuni mesi dopo l’omicidio di Eligia. Su queste rilevanti dichiarazioni vige il massimo riserbo, per evitare che i testimoni, sotto pressione dell’indagato, possano ritrattare le loro dichiarazioni messe già a verbale dagli investigatori. Si tratta di diverse testimonianze che hanno consentito di portare alla luce una realtà famigliare a lungo sottaciuta dalla stessa Eligia, preoccupata dal dolore che la verità sul suo rapporto con il marito avrebbe potuto provocare nella propria famiglia.

LEI NON NE AVEVA MAI PARLATO IN FAMIGLIA Continua il papà di Eligia: «Solo recentemente, grazie al coraggio di alcune persone, siamo venuti a conoscenza di particolari che non lasciano più alcun dubbio: il marito di mia figlia è stato un uomo violento che ha in più occasioni maltrattato Eligia. Era stata mia figlia stessa a confidare particolari del loro matrimonio che chiaramente dimostrano come quell’uomo la trattasse male. Abbiamo saputo di continui litigi che rendevano la convivenza impossibile. Ora sappiamo che Eligia era molto delusa da quell’uomo: lui non perdeva occasione per essere aggressivo nei suoi confronti, nonostante fosse incinta». Eligia per mesi ha sopportato in silenzio una condizione che ormai le stava stretta e forse ha pagato con la vita l’ultimo litigio avvenuto proprio in quella maledetta sera del 19 gennaio, quando, dopo essere stata colpita più volte alla testa, è morta. Il marito, solo dopo le 23, ha telefonato al 118, riferendo all’operatore che la moglie mentre stava dormendo era stata male e aveva avuto delle gravi difficoltà respiratorie, come se si fosse trattato di un soffocamento.

HA TARDATO A CHIAMARE I SOCCORSI Prosegue il papà di Eligia: «È tutto falso, quell’uomo ha mentito. Mia figlia è stata uccisa e quando è morta sicuramente non era sdraiata nel letto dove invece l’hanno trovata. Quando i medici sono arrivati a casa, il cuore della mia povera figlia aveva già smesso di battere da almeno mezzora. Questo è più che un dato di fatto. È una circostanza confermata da tre medici e dall’equipaggio di soccorso arrivato a casa di mia figlia. Ma allora mi chiedo, perché Christian ha chiamato i soccorsi con così tanto ritardo? Probabilmente quel tempo gli è servito per cancellare tutte le prove del delitto. Sono certo che tra i due ci sia stato un litigio sfociato in un brutale omicidio. Avranno litigato in cucina o nelle vicinanze del divano. Quando l’ha tramortita, poi, l’ha trascinata sul letto per simulare un malore.

Tanto è vero che Eligia è stata trovata senza i pantaloni del pigiama e con una maglia a collo alto che fino a qualche ora prima, quando l’ho vista io all’ora di cena, non indossava». Intanto le clamorose testimonianze che Giallo vi ha anticipato compromettono seriamente la posizione dell’indagato. Dice Agatino Ardita: «Mia figlia dopo il parto lo avrebbe lasciato. Anche se non voleva darci un dispiacere, raccontandoci quello che era costretta a subire, Eligia mi aveva confessato più volte di ricevere scarse attenzioni dal marito. Sapevo che ogni sera, noncurante dello stato di gravidanza della moglie, suo marito Christian usciva di casa per trascorrere allegre serate con gli amici. Mia figlia soffriva molto di questa vita e non credo che fosse più disposta ad andare avanti accanto a un uomo come quello. In un’occasione lo incontrai e gli dissi: “Sei grande, non sei più un ragazzino. Ora hai una famiglia e tra poco anche una figlia. Pensa a loro, lascia stare gli amici e le serateal bar”. Le mie parole gli scivolarono addosso: ha continuato a lasciare sola la mia povera figlia, fino al giorno in cui l’ha uccisa». Intanto, del caso di Eligia si è interessante anche il ministro della giustizia Andrea Orlando, che ha telefonato a papà Agatino, promettendogli di far luce su questo terribile delitto.

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