Emergenza immigrati a Milano stazione allestita a centro di accoglienza, sospetto caso di malaria

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E’ emergenza immigrati in Italia e purtroppo la situazione continua a peggiorare giorno dopo giorno. Da Milano e da Roma continuano ad arrivare immagini terrificanti e soprattutto preoccupanti; la stazione di Milano, ovvero la stazione centrale è ormai allestita a centro d’accoglienza per i migranti arrivati e per quelli in arrivo, tanto da essere stato attivato un ambulatorio mobile direttamente dalla Regione Lombardia e Croce Rossa.

Allarme igiene diramato dall’Asl, dopo che circa 30 persone sono state inviate al centro Asl presente nel viale Jenner per scabbia ed altre malattie della pelle. Nella giornata di ieri un giovane eritreo è stato ricoverato all’Ospedale Sacco per sospetta malaria e la preoccupazione adesso è ai massimi livelli. Il sospetto caso di malaria è stato confermato dal Direttore del servizio Igiene Pubblica dell’Asl di Milano, ovvero Giorgio Ciconali.Il giovane praticamente si era adagiato proprio nel presidio sanitario allestito nell’androne esterno della stazione, ma dopo essere stato visitato dai medici è stato immediatamente trasportato in ospedale con un’ambulanza.

«Noi abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale. Abbiamo dato segni forti di vicinanza e solidarietà. Certo c’è un limite. Non si può pensare che Milano da sola, o con pochi altri comuni, possa risolvere un problema epocale. Oggi sempre di più ci vuole corresponsabilità di tutte le istituzioni a partire dal governo, dalle Regioni e soprattutto», ha dichiarato nella giornata di ieri il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, intervenuto sulla situazione dei migranti nella stazione centrale di Milano.Intervenuto sulla vicenda anche il Governatore del Veneto, ovvero Luca Zaia il quale ha dichiarato:“Facendo mio lo sgomento di quanti mi hanno in ogni modo e in ogni dove manifestato la propria preoccupazione sono a chiedere con la presente di provvedere allo sgombero con la massima urgenza di tutte le strutture ricettive e degli alloggi già occupati da immigrati nelle località turistiche e a desistere dal procedere a nuove allocazioni”.  

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