Emissioni auto, Ue dice sì ai test su strada: accordo rivisto al ribasso con soglie di tolleranza

Dopo il cosiddetto ‘dieselgate‘, ovverosia lo scandalo delle emissioni auto truccate via software dalla Volkswagen, nell’Unione europea in materia di test sui livelli di inquinanti è scattato il giro di vite anche se in concreto questo si presenta alquanto timido ed annacquato.

Questo perché, in particolare, vengono sì introdotti i test su strada, ma il nuovo corso per quel che riguarda le emissioni inquinanti delle auto è stato rinviato all’anno 2019 a fronte, inoltre, di una maggiore tolleranza per chi non rispetta le regole in quanto sono state apportate modifiche significative alla proposta formulata dalla Commissione Europea.

Commissione che aveva peraltro fissato dal 2018 l’introduzione dei test su strada per tutte le omologazioni del parco macchine. L’accordo è stato approvato con voto favorevole da parte di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea tranne due, l’Olanda che ha votato contro e con la Repubblica Ceca che si è astenuta.

Intanto la Volkswagen a seguito del dieselgate ha chiuso in rosso il terzo trimestre del 2015, cosa che non accadeva da ben 15 anni a questa parte. In particolare, la casa automobilistica di Wolfsburg ha riportato perdite operative trimestrali per 3,48 miliardi di euro a fronte di perdite nette per 1,67 miliardi di euro.

La società tedesca, inoltre, ha già avvisato che nell’ultimo trimestre del 2015, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, gli utili saranno ‘significativamente inferiori’. Ma a preoccupare sono le class action a carico proprio della Volkswagen con alcune di queste già organizzate in Italia da parte di Associazioni di Consumatori come il Codacons ed Altroconsumo.

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