Emma Morano compie 116 anni: essere single è il suo segreto

Emma Morano, ultracentenaria di Verbania, è la donna più anziana d’Italia ed anche d’Europa dopo aver spento ben 116 candeline. Per Emma sono arrivati gli auguri da parte di Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica, e di Papa Francesco che, in accordo con quanto è stato riportato dall’agenzia di stampa Ansa, ha donato alla donna ultracentenaria di Verbania il cosiddetto ‘testimonium del pellegrino‘.

Nata il 29 novembre del 1899 in Provincia di Vercelli, e precisamente nel Comune di Civiasco, Emma Morano ha trascorso la sua infanzia in un mondo che in molti difficilmente riuscirebbero solo ad immaginare. A quel tempo, infatti, non esisteva la radio, non c’era Internet, il televisore e la paytv, così come non c’erano  telefonini. E così come il calcio era stato inventato da poco.

Mangia poco e non si fa mancare nulla, neppure le sue tre uova crude al giorno’, fa sapere la persona che si prende cura di notte di Emma Morano che è campionessa di longevità al punto che un paio di anni fa il suo Dna è stato prelevato dagli specialisti della Harvard Medical School di Boston. Questo perché, tra l’altro, vivere a lungo è la prassi visto che la mamma di Emma visse fino ai 91 anni, ed una sua zia addirittura toccò quota 101.

Ho una bella voce‘, ha intanto detto a chi è venuto a trovarla per il suo compleanno, e tra questi pure Silvia Marchionni, sindaco di Verbania. ‘Se volete vi canto ‘Parlami d’amore Mariù”, ha aggiunto Emma Morano precisando che ‘è la mia canzone preferita‘.

“Alcuni geni sembrano avere un ruolo in tutto ciò ma sappiamo che, ad esempio, una singola mutazione genetica ‘favorevole’ può allungare la vita al massimo del 40%. Oggi appare perciò sempre più evidente che è l’attività del genoma nel suo complesso a influenzare la longevità: l’epigenetica, ovvero la modificazione dell’espressione dei geni nel corso della vita a seconda degli stimoli a cui è sottoposto l’organismo, sta assumendo un peso sempre più rilevante fra i meccanismi che incidono sull’aspettativa di vita. Un esempio classico è la restrizione calorica: una riduzione dell’apporto di nutrienti in assenza di malnutrizione si associa a un aumento della durata della vita, anche nei primati e nell’uomo, perché in condizioni di scarse risorse energetiche l’attività dei geni vira verso una diminuzione delle attività e un conseguente prolungamento della vita. Tutto questo però significa anche che la longevità si può costruire: se non si nasce con una familiarità che aiuta a diventare centenari si può vivere in modo da favorire una speranza di vita prolungata”.

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