I Radicali pagano il viaggio in Svizzera per l’eutanasia

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Sul suicidio assistito i radicali sono pronti a lanciare una nuova offensiva a nove anni dalla morte di Piergiorgio Welby, e dopo che in questi giorni a Berna, con l’eutanasia, una donna di Borgomanero, malata terminale, ha smesso di vivere per sua volontà. Trattasi, nello specifico, di Dominique Velati, militante radicale e malata terminale, con il partito di Pannella che è pronto a nuove azioni di disobbedienza civile a partire dal pagare ai malati le spese per il viaggio in Svizzera.

A annunciare il decesso in Svizzera dell’infermiera di Borgomanero Dominique Velati è stato il radicale Marco Cappato che, per l’atto di ‘disobbedienza civile‘ compiuto, si è autodenunciato ai Carabinieri in accordo con quanto riportato da LaStampa.it. In un video, prima della morte di Dominique, è intervenuta pure Emma Bonino dichiarando che ‘la tua scelta libera e consapevole è per noi un rinnovato impegno affinché la possibilità di morire in dignità possa diventare un diritto per tutti gli italiani‘.

‘Andremo avanti, aiutando quanti lo chiederanno, fino a quando non ci fermeranno o il Parlamento affronterà la questione del fine-vita’, ha dichiarato l’esponente dei radicali Marco Cappato nell’annunciare la costituzione di ‘Sos eutanasia’, un’associazione il cui scopo sarà quello di raccogliere pubblicamente fondi per aiutare economicamente tutti quei malati terminali che vorranno ottenere l’eutanasia in Svizzera.

Attualmente, infatti, in Italia chi agevola in qualsiasi modo l’esecuzione di un suicidio rischia di essere condannato a scontare fino a dodici anni di carcere. Per i radicali, invece, laddove vi siano i requisiti il suicidio assistito è un diritto dei cittadini.

Dominique Velati è morta a Berna il 15 dicembre. Aveva un cancro al colon, era andata in Svizzera per avere quella “morte dolce” illegale in Italia. Ad aiutarla Marco Cappato, neo presidente di Radicali Italiani, che si è autodenunciato per aver aiutato econimicamente la donna di 59 anni. «Sono circa 90 le richieste ricevute ultimamente da parte di malati terminali che chiedono aiuto per l’eutanasia in Svizzera», hadetto Cappato. Ieri, a nove anni dalla morte di Welby, l’esponente dei radicali ha ufficialmente presentato la nascita dell’associazione “Sos eutanasia” per aiutare i malati terminali che vogliono ricorrere all’eutanasia in Svizzera.

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