Fabrizio Corona: Adesso che è uscito dal carcere ha un solo desiderio, stare con il figlio

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Hai 18 giugno Fabrizio Corona non vede più il cielo attraverso le sbarre del carcere di Opera, nel Milanese. La giudice del Tribunale di sorveglianza Giovanna Di Rosa ha accolto l’istanza dei suoi avvocati, concedendogli l’affidamento terapeutico in una delle comunità Exodus di don Antonio Mazzi, quella di Lonate Pozzolo, vicino a Varese.

Non può uscire e deve seguire le prescrizioni stabilite dal magistrato, ma è felicissimo. «Ho attraversato la tempesta, ho lottato fino all’ultimo, è stata dura ma era necessario. Ora si riparte». Così l’ex manager dei paparazzi ha commentato la svolta. Si rafforza dunque il suo desiderio di stare il più possibile con il figlio Carlos Maria e con l’ex moglie Nina Morie, che sempre più spesso è andata da lui in carcere.

«Dopo la notizia ha urlato di gioia»

La modella croata resta l’unico punto fermo nella vita di Fabrizio. Sono stati affettuosi anche quando si sono incontrati in maggio nella sede del Tribunale dei minori, per discutere dell’affidamento del bambino: da aprile Carlos vive con la nonna paterna, la signora Gabriella, dopo il ricovero in ospedale di Nina.

Don Mazzi aveva anticipato la svolta giudiziaria a Nuovo, in gennaio, dicendo che avrebbe accolto volentieri Corona. Abbiamo cercato di avere un suo commento dopo che la previsione si è realizzata, ma per ora non fa dichiarazioni.

Parla invece l’avvocato di Corona, Ivano Chiesa: «Non appena ho saputo la decisione dei giudice, sono andato in carcere. Gli hanno comunicato il provvedimento mentre ero davanti a lui», spiega a Nuovo. «Ha urlato di gioia e mi ha massacrato a furia di pacche sulla schiena». Il suo cliente sta scontando una condanna a 13 anni e 2 mesi per vari reati, tra cui la bancarotta della società Fenice e vari ricatti con foto compromettenti.

Continuerà a farlo, ma fuori dal carcere. «La pena residua di Fabrizio è sotto i 5 anni», dice il legale, «così ha potuto usufruire dell’affidamento». In passato gli era stato rifiutato a causa dell’estorsione aggravata ai danni dell’ex calciatore della Juve David Trezeguet: la condanna a 5 anni sembrava impedire la concessione di benefici. Però il nuovo magistrato ha cambiato opinione rispetto a quello precedente.

«Ritte le valutazioni sono positive»

«Stavolta il giudice di sorveglianza ha dato un’interpretazione illuminata della legge», prosegue l’avvocato. «Inoltre, tutte le valutazioni di Asl, carcere, psicologi e psichiatri su Fabrizio sono positive. Hanno anche valutato il fatto che possa violare le regole. Se fosse stato il Corona di due o tre anni fa, avrebbero detto no». Ora pare cambiato, pronto a risolvere i problemi psichici vissuti in cella e quelli precedenti, legati al consumo di cocaina, che lo hanno reso tossicodipendente, incidendo, per il giudice, su molti suoi comportamenti sbagliati. «Fabrizio sa che se viola le regole torna in cella», assicura Chiesa. «Appena è uscito gli ho detto: “Mi raccomando, comportati bene”. Lui ha risposto: “Io qui non ci voglio più tornare”. Significa: mi comporterò correttamente e nessuno avrà più niente da dire». L’affidamento in comunità, dove seguirà un programma di recupero, è in prova. «Il Tribunale valuterà come sta andando tra due o tre mesi», precisa il legale.

«La madre di Fabrizio è contentissima», rivela poi Chiesa. «Mi ha detto: “Finalmente un po’ di giustizia per il mio bambino”. Il  fatto di avere in casa Carlos, che è il ritratto del padre, la faceva soffrire ancora di più». Insomma, Corona adesso può riprendere in mano la sua vita e costruire un futuro, magari con Nina e il figlio.

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