Fecondazione assistita: bambini sani anche se nati da embrioni ‘malati’

Per quel che riguarda la fecondazione assistita, i bambini possono nascere sani anche da embrioni ‘malati’, ovverosia anche dai cosiddetti embrioni ‘mosaico’ in quanto ci sono cellule che non hanno tutte i cromosomi al loro posto. A questo importante risultato sono giunti nel nostro Paese i ginecologi dell’European Hospital di Roma che al riguardo hanno tra l’altro pubblicato una lettera sul New England Journal of Medicine, la nota rivista in lingua inglese edita dalla Massachusetts Medical Society.

I risultati che sono stati ottenuti dai ginecologi, nel cosiddetto campo degli embrioni ‘imperfetti’, aprono di conseguenza nuove strade e, in particolare, nuove possibilità di successo nella pratica della fecondazione assistita. Ed il tutto fermo restando che i risultati ottenuti dai medici si basano solo su pochi casi e, quindi, è tutto da vedere se il metodo possa essere applicato o meno su larga scala.

In particolare, sono stati in tutto 18 gli embrioni ‘mosaico’ che, trasferiti singolarmente, hanno portato a otto gravidanze delle quali poi sei sono state portate a termine ed hanno portato alla nascita di altrettanti bambini sani. Ma come mai dagli embrioni ‘malati’ nascono bambini sani? Ebbene, secondo i ricercatori sono le cellule sane che interverrebbero in auto-correzione avendo così il sopravvento rispetto alla condizione di ‘mosaicismo’ dell’embrione stesso.

I risultati ottenuti sugli embrioni ‘malati’ dai ginecologi dell’European Hospital di Roma sono quindi importanti in quanto scalzano la credenza secondo cui, per la fecondazione assistita, il mosaicismo fosse tale da ridurre la possibilità di poter avere un esito positivo.

“In sostanza la diagnosi preimpianto può essere equiparata a una diagnosi prenatale molto precoce senza gli effetti negativi: non presenta nessun rischio per l’embrione e non costringe la coppia a scelte difficili come un eventuale aborto terapeutico, a differenza di indagini invasive a gravidanza iniziata”, aggiunge Fiorentino.

“Per fare la diagnosi preimpianto non è necessario rivolgersi all’estero” ricorda Greco “perché anche in Italia esistono centri attrezzati, anche se ancora sono pochi. Nel solo centro dell’Europen Hospital, ad esempio, dal 2013 al 2014 abbiamo analizzato circa quattromila embrioni e il 60% delle donne che hanno fatto la fecondazione in vitro da noi ha scelto la diagnosi preimpianto”.

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