Fecondazione assistita, cade un altro divieto della legge 40

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Le coppie fertili, ma portatrici di malattie genetiche alcuni anche molto gravi, come la talassemia, la distrofia muscolare e la fibrosi cistica, potranno, ora fare la diagnosi per impianto, potranno, insomma sottoporsi alla tecnica che consente di individuare gli embrioni sani, di trasferire solo quelli in utero, a rimettere il caso alla corte costituzionale era stato con due distinte ordinanze il tribunale di Roma nell’ambito di due procedimenti avviati da coppie che si erano visti negare dalle strutture la possibilità di effettuare la diagnosi per impianto nonostante fosse stato accertato che fossero i gravi malattie gentiche.

Intervistato Giuseppe Novelli Genetista Universitario dell’ospedale Tor Vergara di Roma dice:

Da genetista come accolto questa decisione? ” Certamente un’opportunità che non possiamo darà alle coppie che non hanno altre possibilità, dove i rischi di avere un figlio con una grave malattia geneticatica debilitante e quindi inguaribile e drammatica, ed è un fatto importante, soprattutto perché anche dal punto di vista psicologico mette in condizioni alle donne di affrontare una gravidanza sana”.

Un’altra sentenza che smantella quella del 2004 sulla procreazione medico assistita, del vecchio impianto sopravvivono poche parti, tra cui il divieto di accesso alla fecondazione assistita per i singoli e per le coppie omosessuali.

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