Formula 1 Gran Premio Canada Streaming Diretta Tv Live su Rojadirecta

Altro che attacco alla Mercedes! Le qualifiche canadesi regalano alla Ferrari amarezze e dubbi tra la sorpresa di un Sebastian Vettel escluso già in Q1 per un guaio all’elettronica che gli fa mancare gli indispensabili cavalli (da 80 a 100) della MguH e la constatazione che, almeno sul giro secco, le Frecce d’Argento sono ancora davanti e non di poco. Perché se è vero che Kimi Raikkonen si fa trovare pronto nel primo sabato amaro del compagno di squadra, chiudendo alle spalle di Hamilton e Rosberg, il distacco che rimedia -6 decimi – è notevole, vista la limitata lunghezza della pista (4,3 km).

Considerare questa trasferta nordamericana già persa sarebbe un errore perché il finlandese nelle libere, prima che si scatenasse il temporale, era stato protagonista di giri eccellenti con le gomme morbide. Poi per tradizione il GP del Canada, anche quando splende il sole (come ieri) riserva sempre colpi di scena grazie alle caratteristiche di un tracciato dove si viaggia sul filo dei 200 km/h di media oraria, con muretti e cordoli come potenziali trappole. Insomma le Safety Car sono (quasi) garantite (11 nelle ultime 17 edizioni) ed è anche questo che si aggrappa Vettel.

Dal circuito intitolato a Gilles Villenueve, la diretta tv del Gran Premio del Canada 2015 da Montreal, sui canali digitali di Sky Sport F1 HD e Sky Sport 1 HD con collegamenti a partire dalle ore 19:55 di oggi domenica 7 giugno 2015. Live streaming della corsa su SkyGo e Sky Online. Confermato l’evento in streaming audio su Rojadirecta.

GUAI SU GUAI Il tedesco si è accorto sin da subito che c’era qualcosa che non andava. E puntuale è arrivata la conferma dal suo ingegnere Riccardo Adami: «È la Mgu-H», il sistema che consente di recuperare energia dai gas di scarico del turbo. I meccanici si sono affannati intorno alla SF15-T per risolvere il guaio, invano: a 2’40” dalla fine Vettel è ripartito con una macchina senza adeguata potenza la rincorsa alle top 15 è sfumata. Il sabato da incubo per il tedesco è proseguito nel dopo prove quando è stato penalizzato di 5 posti sullo schieramento di partenza (e di 3 punti) per aver superato la Manor di Mehri in regime di bandiere rosse nelle ultime libere. Il tedesco partirà 18° davanti solo aVerstappen (penalizzato per l’uso del 5° motore) e a Button che non ha disputato neppure le qualifiche per la sostituzione del propulsore. Il resto della qualifica si è trasformato in un festival Mercedes con sette vetture spinte dalle proprie power unit nei primi dieci: l’unico a mancare all’appello è stato Massa, vittima di un calo di potenza.

AFFARE DI FAMIGLIA La pole ancora una volta è stata un affare di famiglia tra Hamilton e Rosberg, anche se alla fine non c’è stata partita. Lewis che ancora nell’ultima sessione di libere appariva così nervoso da non riuscire a mettere insieme un giro pulito, nel momento decisivo è stato impeccabile: dopo aver piegato in Q2 per soli 12 millesimi il compagno di squadra, gli ha rifilato al primo tentativo di Q3 tre decimi, una mazzata sul morale del re di Montecarlo, che alla fine è sbottato con un eloquente «Rubbish end for qualifing», ossia un finale di qualifiche del cavolo. Per Lewis la quarta pole su questo tracciato (ma era da cinque anni che gli mancava), costituisce un trampolino di lancio per il quarto successo stagionale (che sarebbe anche il 4° a Montreal), che nella sua mente costituirebbe una sorta di riscatto dopo la figuraccia rimediata due settimane fa a Monaco. Nico ha passo e convinzione per tenergli testa. E se dovesse svilupparsi una delle rare corse regolari visti a queste latitudini (probabile una sola sosta vista la scarsa usura delle gomme, a meno che l’asfalto non si scaldi troppo) la lotta potrebbe ridursi a loro due, tanto più che la Mercedes è convinta, grazie all’introduzione della nuova power unit a in questo GP, di aver risolto i guasti di affidabilità all’Ers che costarono l’anno scorso la doppietta. Sulla seconda power unit contano anche Bottas, Grosjean e Maldonado per una gara finalmente da protagonisti con il terzo posto sul podio nel mirino: i nuovi sistemi al debutto (turbo, Ers, Kers e relative centraline) hanno alzato l’asticella del massimo sfruttamento della potenza da 60 a 100 km per la vita di ciascun motore (circa 4000 km). Non è tantissimo ma quanto basta per usare anche in gara quel surplus quando è necessario. Un’altra brutta notizia per la rossa.

«P16. P16» «Biip». Il pomeriggio bestiale di Sebastian Vettel si consuma con questo laconico messaggio dal box e la risposta del pilota tedesco censurata dalla regia. Tutto poteva aspettarsi Seb, ma non che la sua corsa in qualifica potesse durare così poco. A stoppare la rincorsa di Vettel almeno alla seconda fila, un problema della centralina elettronica, manifestatosi dopo pochi minuti dal via della Q1 e che intervenendo sulla gestione del motore, ha mandato in tilt l’Mgu-H della rossa. «Ho un problema» il messaggio radio lanciato da Vettel.

80 CAVALLI A nulla è servita la lunga pausa: quando a 2’40” Vettel è tornato in pista con le supersoft per cercare di guadagnare la Q2, la SF15-T non era la stessa con la quale al mattino aveva ottenuto il 7° tempo (ma senza poter provare la mescola più morbida per le bandiere rosse), con circa un’ottantina in meno di cavalli. «Ci abbiamo provato, fossimo riusciti a conquistare la Q2 avremmo avuto almeno un po’ di tempo in più per provare a recuperare la situazione, invece la macchina non aveva potenza» la disamina di Seb. Eliminato dalla McLa-ren-Honda dell’ex Fernando Alonso. Ha avuto due tentativi il tedesco: il primo, chiuso in 1’17”344, lo ha portato a una manciata di centesimi dallo spagnolo, ma nel secondo il ferrista ha fatto addirittura peggio, girando 1”3 più piano. «Appena uscito dal garage ho sentito che qualcosa non andava» spiega Vettel. A peggiorare la situazione per il ferrarista la retrocessione di cinque posti sullo schieramento (e tre punti di penalità sulla patente) decisa dai commissari per aver superato al mattino in FP3 la Manor di Roberto Merhi in regime di bandiera rossa.

RIMONTA Se è deluso da quanto successo, il quattro volte campione del mondo non lo dà a vedere. «Domani (oggi; n.d.r.) abbiamo tante possibilità di fare abbastanza punti lo stesso. Non ci serve neppure fortuna, perché l’auto è buona e va veloce. Partire davanti è sempre più facile, ma nulla è impossibile. Alla luce di quanto fatto da Kimi, credo che il 3° posto fosse il massimo al quale poter puntare».

PUNTA Le speranze più grosse di casa Ferrari sono affidate a Kimi Raikkonen, che centra la miglior qualifica dell’anno e per la prima volta è davanti al compagno, penalizzato dal guaio tecnico. C’è la sua Ferrari alle spalle del duo Mercedes Hamilton-Rosberg e davanti ad altre 4 monoposto spinte dalla powerunit tedesca. «Il weekend è andato abbastanza bene, vediamo cosa succede in gara. Questo per me è un giorno migliore, ma non siamo ancora dove vorremmo, per cui non posso dire di essere contento» dice il finlandese. Che durante la Q2 ha dato via a uno dei suoi famosi siparietti via radio con il box. «Pensavo di dover fare un altro giro. Queste cose dovete dirle subito. Sveglia» il lamento di Kimi, con scuse del suo ingegnere di pista David Greenwood.

DELUSO Chi è invece arrabbiato, e non lo nasconde, è Maurizio Arrivabene, il team principal. «Kimi ha avuto un calo delle gomme nel finale del suo miglior giro, si vede che la macchina gli scappa un po’. Abbiamo calcolato che senza quel problema potevamo finire davanti a Rosberg. Lo stesso avrebbe potuto fare Seb. Potevamo avere due giubbe rosse lì davanti e non esserci riusciti mi fa parecchio incazzare».

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