Francia, Front National di Marine Le Pen primo in 6 regioni: ‘Noi il primo partito, la Francia rialza la testa’

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Il Front National di Marine Le Pen, in accordo con gli exit poll che sono stati diffusi nella serata di ieri dalle principali televisioni francesi, ha vinto nel Paese le elezioni regionali. Sono in particolare ben sei le regioni dove il partito di destra estrema è al comando avendo ottenuto quasi il 30% che fa del Front National di Marine Le Pen il primo partito in Francia con il 29,5% rispetto al 27% dei repubblicani di Nicolas Sarkozy, ed al 23% dei socialisti.

La Francia rialza la testa‘, ha commentato soddisfatta a caldo la leader del partito Marine Le Pen avendo ottenuto un successo oltre quelle che erano le più rosee aspettative. ‘E’ un risultato magnifico‘, ha aggiunto, ‘nulla potrà fermare la profonda volontà del popolo‘.

Il grande sconfitto di questa tornata di elezioni in Francia è su tutti Sarkozy che ha giustificato la sconfitta con il fatto che la Francia ‘ha troppo indietreggiato in questi ultimi anni’. Inoltre, Sarkozy per i ballottaggi di domenica prossima ha escluso con i socialisti qualsiasi forma di accordo o di alleanza.

A festeggiare non è solo Marine Le Pen, ma anche la nipote Marion-Maréchal Le Pen che, nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur, è data al primo turno al 41,2%. L’area di Parigi, stando alle prime stime, sembra però resistere al ciclone Le Pen in quanto il candidato del Front National Wallerans de Saint Just ne l’Ile-de-France non dovrebbe andare oltre il 19% dei consensi rispetto al 30% circa della repubblicana Valérie Pécresse, che è in testa, ed al 25% circa del candidato socialista Claude Bartolone.

Svolta a destra la Francia indignata, anzi, infuriata dopo le stragi islamiste che lo scorso 13 novembre hanno fatto 130 morti a Parigi. Di più, incorona primo partito quel Front National che ancora non molti anni fa, quando era guidato dal vecchio fondatore Jean Marie Le Pen, sembrava «brutto, sporco e cattivo».

Salvo poi il graduale ricredersi di larga parte dei francesi, al constatare le evoluzioni sempre più inquietanti di fenomeni come immigrazione e terrorismo. Gli oltre 44,6 milioni di cittadini francesi, hanno votato ieri per il primo turno delle elezioni regionali, primo grande test politico dopo gli ultimi gravi attentati dell’Isis, che hanno colpito la capitale non solo a novembre, ma anche in gennaio.

Con l’ennesimo schiaffo all’Europa incapace di gestire le emergenze, il Front National ha toccato il 29,54% su scala nazionale superando il partito dell’ex-presidente Nicolas Sarkozy, il moderato Les Republicains, fermo al 27%, e soprattutto quel Partito Socialista che esprime il presidente Francois Hollande, bloccato sul 23%. Peggio è andata alla sinistra, dato che i verdi dell’Eelv hanno avuto il 6,5% e la Gaucheil4,1%.

La presidente del Front National, Marine Le Pen, in particolare, stravince con il 42%, quasi doppiando il candidato repubblicano al 25%, e stracciando i socialisti, fermi al 18,3% nella macro regione del Nord, che comprende la Piccardia e il Pas de Calais, zone dove peraltro l’emergenza dei clandestini è stata molto sentita dati i continui assembramenti di migranti proprio a Calais, e in genere sulle coste della Manica, nel tentativo di imbarcarsi per l’Inghilterra o perfino di intrufolarsi nell’Eurotunnel sottomarino.

Ma la Le Pen non dimentica gli alleati europei, anzi, italiani e dedica la vittoria al leader della Lega Nord Matteo Salvini. «Ringraziamo tutti di questa fiducia, il popolo francese può essere fiero di non aver ceduto alle illusioni antidemocratiche e mediatiche. Siamo gli unici che difendiamo la nazio- neela repubblica. Proteggeremo tutti i francesi». E ha concluso: «C’è voglia di cambiamento, eravamo stanchi di in-competenza».

Ovviamente per un bilancio definitivo bisognerà attendere il secondo turno di domenica prossima, 13 dicembre, che si terrà in tutte le regioni, dato che nessun partito ha superato il 50%. E comunque solo i partiti che hanno superato il 10% avranno diritto a concorrervi. Bene è andata al Fn anche nella regione del Sud detta “Paca”, dalla sigla delle iniziali per Provenza, Alpi e Costa Azzurra. Lì era candidata nientemeno che la nipote della Le Pen, la giovane Marion-Maréchal, di 25 anni, che trionfa con il 41%.

È una sveglia suonata dai francesi a un’Unione Europea che si è dimostrata incapace di gestire l’immigrazione e, di riflesso, anche il problema terrorismo, tanto che la prima reazione logica dopo le stragi jihadiste è stata proprio di mettere in dubbio la libera circolazione modello Schengen. Hollande ha votato verso le 9.25 al seggio della sua Tulle, cittadina del dipartimento di Corrèze, nel Limosino, dove è stato sindaco dal 2001 al 2008.

Ma, un po’ impacciato, non è riuscito nemmeno a piegare la scheda e introdurla nell’urna, quasi subodorando la forte avanzata degli avversari. Sono stati così confermati i sondaggi che nelle ultime settimane avevano visto il Front National in perenne ascesa. Il 30 novembre il partito anti-immigrati era stimato sul 28% a livello nazionale, con un aumento sensibile soprattutto nella Loira, con un più 7%, in Provenza, più 6%, in Borgogna col 5,5% in più e in Bretagna, con un guadagno del 4%. Nell’arco di una settimana, alla vigilia delvoto, ilFn è arrivato al 30% nazionale, prospettandosi al primo posto.

Queste elezioni regionali sono peraltro le prime che si svolgono dopo che, con la riforma detta “Acte III de la décentralisation”, pochi mesi fa le 22 regioni preesistenti in Francia sono state accorpate in 13 macroregioni. E anche se le regioni, in sé, hanno ben pochi poteri in materia di immigrazione e sicurezza, il messaggio politico è chiarissimo e prepara una rampa di lancio per la Le Pen in vista delle elezioni nazionali del 2017. Fra gli indizi della voglia di cambiamento dei francesi, spicca l’affluenza, che è stata assai più alta che nelle precedenti regionali. Quasi un’augurio per i ballottaggi.

Sarkozy: ora il nostro Paese è in pericolo «Comprendiamo l’inquietudine di chi ha votato il Front National, ma c’è il rischio che si creino le condizioni di un disordine pericoloso nelle loro Regioni e nel nostro Paese». L’ex presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, un tempo fondatore dell’Ump oggi leader dei Repubblicani è arrivato secondo, ma si preoccupa dell’affermazione di Marine Le Pen. Sarkozy esclude «ogni fusione o desistenza delle liste» in vista del ballottaggio, però. Non farà «asse» coi socialisti per fermare il «pericolo» Fn. Il risultato dimostra che i francesi sono «esasperati», ha aggiunto. I Repubblicani possono consolarsi con un buon risultato nella Regione di Parigi, Ile-De-France.

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