Banda e carrozze II funerale del boss Casamonica è un caso politico

I disagi sono stati quelli che crea un grande evento. Il quartiere Tuscolano a Roma è rimasto in tilt per diverse ore. In cielo un elicottero da cui cadevano petali di rose. E poi sei cavalli con pennacchio che trainavano una antica carrozza funebre, una banda che intonava prima le note composte da Nino Rota per il film Il Padrino, poi la colonna sonora di 2001-Odissea nello spazio e infine Paradise, altro celebre sottofondo, ma del film Laguna Blu. Sulla facciata della parrocchia di San Giovanni Bosco ad attendere il defunto campeggiava uno striscione: «Hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso». E all’uscita c’era pure una Rolls-Royce. Se fosse stato un film i bookmaker lo avrebbero quotato per il premio alla migliore scenografia, ma si è trattato di realtà.

Ieri è stato celebrato il funerale del boss Vittorio Casamonica: il 65enne gestiva l’omonimo clan, composto da nomadi che dagli Anni 70 si stabilirono a Roma, grazie anche alla collaborazione con la Banda della Magliana di cui Casamonica risultava l’addetto al recupero dei crediti. In pochi anni il clan “occupò” le zone sud-est della Capitale per poi estendersi ai Castelli Romani e sul litorale con traffici di droga, estorsioni, usura e racket. Un tesoro da 200 milioni di euro. Una famiglia affollata, con miriadi di ramificazioni che toccano persino il mondo dello sport. Ci sono infatti, tra gli altri, cinque pugili con il cognome Casamonica (tutti ritirati), di cui i più famosi sono Romolo e Alessandro Casamonica, che è stato detentore del Mondialino bo dei leggeri e sfidante europeo. Ma anche Michele Di Rocco, attuale campione europeo del superleggeri, è imparentato.

LE REAZIONI Di fronte all’ “opulenza” pubblica del funerale di un boss, ovvio stupore ma anche polemica politica. La responsabilità, però, non se l’è presa nessuno. «Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino», ha scritto su Twitter il presidente del Pd, e commissario del partito romano, Matteo Orfini. «Ostentazione di potere mafioso preoccupante», ha aggiunto Rosy Bin- di, presidente della Commissione Antimafia. Di «intollerabile messaggio» ha parlato il sindaco Ignazio Marino. Sel rivolgerà un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano. «La prefettura non ne era informata, ma indagheremo», si è difeso il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Ammette «imbarazzo» il Vicariato. «Il parroco ha valutato in base alle norme del diritto canonico», hanno spiegato fonti del Laterano. La chiesa è la stessa che aveva negato i funerali a Piergiorgio Welby, l’attivista pro eutanasia che, gravemente malato, fece staccare il respiratore.

E’deceduto Vittorio Caseamonica, 65 anni da tempo osservato speciale della Procura di Roma per le attività illecite svolte nella parte Sud-Est della città. Ieri si sono svolti i funerali nella chiesa di Don Bosco, ed il feretro è stato accompagnato da una carrozza coni bassorilievi dorati trainata addirittura da sei cavalli neri. Si è trattato di una scena quasi surreale, perché oltre alla carrozza, sulla chiesa ha sorvolato un elicottero dal quale sono stati lanciati petali di rose ed ancora ad accogliere la salma vi era una banda musicale che all’ingresso della bara in Chiesa ha rievocato le note del Padrino.

Quanto accaduto, sicuramente non resterà inosservato, e presto sarà oggetto di un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno.”Scene che sembrano prese da un film ma che accadono oggi nella realtà viva della Capitale del Nostro Paese. Non può essere consentito a nessuno l’apologia della malavita.Chiediamo che vengano prese le distanze da parte delle autorità religiose e pensiamo che le autorità civili debbano dare qualche risposta su quanto accaduto, a partire dalla questura. Quei funerali possano apparire un fenomeno di folclore ma in realtà sono un messaggio chiaro di impurità da parte dei clan:esistiamo ancora e siamo potenti.Inaccettabile in uno stato democratico”, ha dichiarato il Capogruppo a Montecitorio Arturo Scotto e la deputata Celeste Costantino.

“Allarmante che il funerale di un esponente del clan Casamonica, coinvolto in numerose inchieste sulla criminalità romana e su Mafia Capitale, si sia trasformato in una delle ostentazioni di potere mafioso”, sono queste le parole dichiarate da Rosy Bindi. 

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