Gallipoli, preside in pensione impugna una pistola ed uccide il figlio disabile e poi chiama i carabinieri e si costituisce

Doveva essere un tranquillo pomeriggio di autunno quello di ieri, 11 novembre 2015, ed invece per una famiglia di Gallipoli, comune italiano della provincia di Lecce in Puglia, si è trasformato in un pomeriggio da incubo che ha portato ad un terribile omicidio. Ecco nello specifico quanto accaduto. Erano circa le 17 quando, Sebastiano Sabato, un uomo di 75 anni residente a Taviano, ex dirigente scolastico, al culmine di un terribile litigio con il figlio ha impugnato la pistola sparando contro quest’ultimo. Sebastaiano Sabato, sopraffatto dal dolore per la perdita della moglie avvenuta circa 15 giorni fa e al termine dell’ennesimo litigio con il figlio Antonio Sabato affetto da gravi disturbi psichiatrici, ha impugnato la pistola legalmente detenuta ovvero una Beretta calibro 7,65 e ha sparato contro il figlio due colpi d’arma da fuoco.

Un solo colpo di pistola avrebbe colpito il giovane uomo al petto che è poco dopo deceduto. L’omicidio, nello specifico, ha avuto luogo in un appartamento al quinto piano di una palazzina in via Giambattista Vico, a Gallipoli, e proprio lo stesso padre assassino ha successivamente chiamato i soccorsi affermando nello specifico “Venite, ho ucciso mio figlio”. Poco dopo tale telefonata i carabinieri si sono recati presso l’abitazione dell’uomo accompagnando inoltre il pensionato in caserma dove attenderlo vi era il magistrato con l’unico scopo di rivolgergli alcune domande.

La perdita della moglie sembra proprio aver particolarmente segnato il pensionato settantacinquenne, ex dirigente della Scuola media statale “Dante Alighieri” di Alliste, che forse è stato spinto a compiere tale gesto proprio considerandolo come l’unica soluzione al dolore.

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