Genova,giovane in fin di vita pestato dal branco perché creduto gay

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Ennesimo caso di omofobia nel nostro Paese e nello specifico a Genova, ai danni di due giovani ragazzi, anche se ad averne il peggio è stato uno in particolare, che adesso si trova in fin di vita. L’aggressione è avvenuta lo scorso 14 luglio, ma è stata raccontata dall’amico del ragazzo che adesso si trova a lottare tra la vita e la morte, ai quotidiani soltanto nelle ultime ore, decidendo in questo modo di denunciare quanto accaduto.

La violenza, sarebbe avvenuta a bordo di un autobus di Genova, dove due giovani sarebbero stati massacrati di botte, da un branco di sei tra cui anche due donne, soltanto perché uno dei due stava fissando un giovane del branco, ovvero il fidanzato di una delle due donne presenti. Da questo, il branco ha capito che il giovane fosse omosessuali e per questo hanno iniziato il pestaggio collettivo, con tanto di pugni, calci, schiaffi sul volto, alle gambe, alla schiena, usando addirittura delle catene : “Gay di m…, che c… guardi?”, avrebbero urlato i giovani prima di scagliarsi contro il povero ragazzo che da quanto emerso si è sentito male soltanto dopo qualche giorno ed adesso si trova in fin di vita ricoverato in ospedale dove nei giorni scorsi è stato sottoposto ad un intervento di neurochirurgia per un ematoma cerebrale e mantenuto in coma farmacologico.

Ci rattrista molto leggere la notizia dell’aggressione (…). A Genova facciamo fatica a ricordare quando si è verificata l’ultima aggressione di stampo omofobo e questa notizia è, come si è soliti dire, un fulmine a ciel sereno. Questi sono eventi di cui sentiamo parlare di solito da altre città, da lontano, quindi perché anche qui? Perché in questa città che si è sempre saputa distinguere per inclusione e tolleranza? Perché nella Genova Città dei Diritti? Perché nella città del Pride del 4 luglio?” scrive l‘Arcigay Genova. 

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