Gianna, il primo Miracolo di Papa Francesco

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Non so se si tratti già di un miracolo, ma una cosa è certa: da quando mia figlia Gianna, un anno appena, è stata carezzata e baciata sulla testa da Papa Francesco, in visita a Filadelfia, il suo tumore è diventato più piccolo. È nella parte destra della testa e forse scomparirà del tutto. Immaginate quanto sia aumentata la nostra speranza di salvare la nostra creatura da una morte sicura», Joey Masciantonio, italo-americano, al telefono da una cittadina della Pennsylvania, racconta l’incredibile e straordinario evento, rilanciato da tanti giornali americani. «Io e mia moglie Kristen, con Domenico, nostro figlio maggiore, di sette anni, abbiamo portato la piccola Gianna con noi, tra i fedeli che salutavano Papa Francesco, fuori dalla cattedrale di Filadelfia.

A un certo punto, ci è passato molto vicino e io, con grande commozione, ho sollevato la bimba, per mostrarla al Pontefice. Il generale Domenico Giani, capo della sicurezza vaticana, che si chiama come mio figlio, ha capito la nostra intenzione, senza sapere quale orribile male affliggesse nostra figlia. L’ha presa in braccio e l’ha portata accanto al Papa. Lui l’ha fissata per un attimo e poi le ha carezzato con tanta dolcezza la testa. Dopo, le ha dato un tenero bacio sul capo. Eravamo felici per quella incredibile occasione data alla nostra figlioletta sofferente». Joey Masciantonio è un giovane manager di una nota compagnia americana, persona seria, ed è rimasto sorpreso dal fatto che io sia riuscito a rintracciarlo negli Stati Uniti.

Nel raccontare la storia della figlia, a tratti si commuove. «Tempo dopo, abbiamo portato la piccola Gianna all’ospedale di Filadelfia, dove le stanno curando il tumore alla testa. Con grandissima sorpresa dei medici – e nostra -, gli esami radiografici hanno accertato che il tumore era incredibilmente diventato molto più piccolo. I sanitari non riuscivano a darsi una spiegazione scientifica, perché mai un male del genere era così regredito, in un breve spazio di tempo. In fondo la visita del Papa è avvenuta solo il 26 settembre scorso. Ovviamente, la piccola Gianna sarà sottoposta a ulteriori controlli e noi speriamo tanto che il male che l’ha colpita scompaia definitivamente».

Joey quasi non ci crede: «Già il fatto che il male sia regredito in così breve tempo è inspiegabile per i medici dell’ospedale. Io e mia moglie Kristen non ci sogniamo affatto di gridare al miracolo: aspettiamo gli sviluppi della situazione. Ma certamente quella carezza di Papa Francesco sulla testa della nostra creatura sofferente, per noi costituisce già una grande benedizione». Doylestown è una cittadina di appena novemila abitanti, che dista solo una quarantina di chilometri da Filadelfia: la notizia del miglioramento della piccola Gianna ormai corre sulla bocca di tutti. I fedeli della parrocchia di Nostra Signora del Monte Carmelo chiedono sempre al parroco, monsignor Charles Hagan, notizie della piccola Gianna.

Quando si è sparsa la voce dell’inspiegabile evento, in chiesa si è pregato molto per la totale guarigione della piccola. Le suore del convento del luogo hanno voluto tenere la bimba tra le loro braccia. Insomma, la bambina è stata adottata da un’intera comunità. Prima di chiudere la lunga telefonata, Joey Masciantonio ha detto che scriverà una lettera di ringraziamento a Papa Francesco ed al generale Giani, che ha portato la piccola Gianna al Pontefice. Mi ha anche chiesto una sua foto, che mi sono premurato d’inviargli subito, affinché la bambina, quando sarà diventata più grande, possa conoscere “l’Angelo custode di Papa Francesco” ed anche il suo “padrino” adottivo.

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