Giorgia Meloni si scaglia contro Alemanno: scintille e vecchi rancori

Un vero botta e risposta quello tra Giorgia Meloni e Gianni Alemanno, consumato nella giornata di ieri, in seguito ad un’intervista rilasciata nella mattinata di ieri su Skytg24.Nel corso di questa intervista, Giorgia Meloni avrebbe fatto alcune dichiarazioni particolari contro Alemanno, dichiarando che l’ex primo cittadino non ha lavorato bene quando è stato al Campidoglio tra il 2008 ed il 2013.“Non faccio il giudice o il carabiniere. Per accertare le responsabilità penali di Alemanno servirà una sentenza di condanna passata in giudicato per dichiararlo definitivamente colpevole. Fino a quel momento speriamo e crediamo che lui possa dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati”, ha dichiarato Giorgia Meloni.

La replica di Alemanno è stata immediata, tanto che l’ex primo primo cittadino ha dichiarato:”Abbiamo governato insieme”.”Voglio ricordarle che fino all’ultimo giorno della mia amministrazione ne ha fatto parte con numerosi esponenti di Fratelli d’Italia: un assessore con deleghe molto importanti, il presidente di Ama, l’amministratore delegato di Risorse per Roma e, fino a qualche tempo prima, anche il presidente di Atac insieme a tanti altri”, ha aggiunto Alemanno.

Riguardo una possibile candidatura alle prossime elezioni amministrative, Giorgia Meloni ha dichiarato di non escludere una candidatura ed ha anche aggiunto di voler vincere le prossime elezioni, non solo a Roma. “Penso si possa vincere anche per ridare una dignità a città che sono state devastate dalle giunte di centrosinistra e quindi non escludo nessuna possibilità, vediamo qual è l’ipotesi più competitiva per vincere. Perché io penso che se Renzi perde le elezioni amministrative deve andare a casa“ha dichiarato la Meloni.

«Per quanto riguarda le responsabilità penali di Alemanno – spiega la Meloni – servirà una sentenza di condanna passata in giudicato per dichiararlo definitivamente colpevole. Fino a quel momento speriamo e crediamo che lui possa dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati». Poi però aggiunge: «Alemanno non ha fatto bene il sindaco, e di questo se ne sono accorti tutti i romani, altrimenti non sarebbe stato mandato a casa dopo il primo mandato». Per questo «c’è una responsabilità politica che io riconosco a Gianni Alemanno, per non aver saputo rappresentare quella discontinuità che gli veniva chiesta rispetto a un sistema che non si è inventato Alemanno». «La cooperativa 29 Giugno – dice la Meloni – quella di Buzzi, è perfettamente inserita nel contesto della sinistra italiana e romana, che lavorava con il Comune di Roma ben prima di Alemanno e che ha continuato a lavorare dopo Alemanno molto meglio di come lavorasse con Alemanno. Nei primi tre mesi della giunta del moralizzatore Marino, il Campidoglio ha aumentato gli affidamenti diretti alle coop di Buzzi del 77%».

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