Google Maps gaffe razzista: digiti termini offensivi e ti porta alla Casa Bianca

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Stranezze ed anomalie sono state riscontrate nel corso della settimana in Google Maps, che hanno creato non pochi problemi all’azienda. Sostanzialmente, all’inizio di questa settimana sul web è cominciata a circolare la notizia secondo la quale cercando dei termini offensivi e razzisti come “nigga” e “nigger”,termini dispregiativi usati verso la gente di colore,  il motore di ricerca interno della piattaforma non faceva altro che riportare al Presidente degli Stati Uniti, Obama ed alla Casa Bianca, ovvero la residenza ufficiale ed il primo ufficio del Presidente.

Una vicenda piuttosto delicata, visto che si tratta pur sempre del Presidente degli Stati Uniti.Ma ecco che a distanza di alcuni giorni, direttamente sul blog ufficiale è arrivata la spiegazione, o meglio quella più plausibile, di quanto accaduto. Ciò che va sottolineato è il fatto che ad ogni modo Google ha preso atto di quanto accaduto ed ha cercato di risolvere nel giro di pochissimo tempo la situazione.

E così ecco arrivate inizialmente le scuse di Google e poi la spiegazione, ovvero l’azienda sostiene i risultati inappropriati apparsi in questi ultimi giorni in Maps dipendono dal fatto che gli utenti hanno usato questi termini offensivi in discussioni online relative a quel luogo.

 “In Google lavoriamo sodo per fornire alle persone le informazioni che cercano, incluse quelle riguardanti il mondo attraverso Google Maps. I nostri sistemi di ranking sono progettati per restituire risultati che corrispondono alle richieste inviate. Per Maps, questo riguarda contenuti su attività commerciali e altri luoghi pubblici presenti sul Web. Questa settimana siamo venuti a conoscenza di un passo falso commesso dal nostro sistema, chiaro e netto. Alcuni termini di ricerca offensivi hanno portato a risultati inattesi sulle mappe, soprattutto perché le persone li hanno utilizzati in discussioni online a proposito del luogo. Ciò ha causato la comparsa di risultati inappropriati che gli utenti non stavano cercando”,

questo quanto comunicato da Google, che tra l’altro fa sapere che nelle prossime settimane grazie ad una modifica dell’algoritmo il problema verrà risolto definitivamente.

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