Gran Bretagna ad un passo dalla Guerra in Siria: Cameron chiede via libera parlamento in 48 ore

Per la Gran Bretagna l’ingresso in guerra in Siria contro l’Isis potrebbe essere solo una questione di ore. Per la giornata di domani, mercoledì 2 dicembre del 2015, è infatti atteso il voto da parte della Camera dei Comuni che probabilmente sarà favorevole per due motivi: il primo è quello per cui il Premier David Cameron è favorevole all’intervento militare; il secondo motivo è dato dal fatto che Corbyn, il leader del partito laburista, si è trovato costretto a lasciare ai suoi parlamentari libertà di coscienza.

Questo significa che con l’ok del Parlamento da qui a 48 ore i cacciabombardieri della Royal Air Force, che già stanno scaldando i motori, potrebbero alzarsi in volo per andare a colpire pure in Siria. In particolare, stando a quanto rivelato dal Daily Mail, il governo britannico punterebbe a rafforzare la base di Cipro, dove attualmente ci sono impegnati otto tornado per effettuare raid in Iraq, con altri due tornado e con sei eurofigher.

Intanto, da un sondaggio che, realizzato dall’istituto di ricerca YouGov, è stato pubblicato dal Guardian, è emerso che il leader del partito laburista Jeremy Corbyn sarebbe di fatto ineleggibile in quanto lontano da quella che è l’opinione dominante della Gran Bretagna.

E così, mentre proprio nel Labour ad infuriare il dibattito sono i bombardamenti in Siria, secondo l’istituto di ricerca britannico YouGov Jeremy Corbyn sarebbe ‘impopolare in tutte le categorie demografiche’. E non a caso attualmente Jeremy Corbyn ha mantenuto solamente i due terzi del consenso da parte dell’elettorato laburista tradizionale.

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