Ripristinata grata a forma di fallo nella casa chiusa di Lecce

A Lecce, nell’arco di quattro giorni, è stata prima rimossa e poi subito ripristinata la grata a forma di fallo in una casa chiusa che per tanti anni ha attratto tanti curiosi e tanti turisti spesso fermi a scattare una foto. La grata nella città pugliese è presente in un’abitazione al numero 22 di via Palmieri con il sospetto che sia stata la proprietaria a rimuovere l’inferriata visto che la sua forma attirava tanti flash da parte dei turisti in giro per il centro storico di Lecce.

Pur tuttavia, in accordo con quanto riportato da Repubblica.it, la rimozione della grata non è stata preceduta da un’autorizzazione da parte del Comune attentissimo ad ogni variazione urbanistica che riguardi la città ed ancor di più l’area del centro storico. E così, come sopra accennato, la grata a forma di fallo è tornata rigorosamente al suo posto. ‘Esistono regole da rispettare‘, ha non a caso dichiarato Andrea Guido, l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce che, nello spiegare il ripristino della grata, ha aggiunto che ‘comunque, il simbolo fallico, al di là dell’iconografia contemporanea, porta con sé auspici di fertilità e buona sorte‘.

In accordo con quanto riportato da Lagazzettadelmezzogiorno.it, il palazzo rimasto per quattro giorni senza la famosa grata fallica è un edificio storico che un tempo fu pure una ‘casa di tolleranzà. La grata, peraltro, in una poesia fu celebrata da Vittorio Bodini come una tappa obbligata alla scoperta della Lecce segreta da parte dei turisti provenienti da tutto il mondo.

Al di là del fatto che esistono regole precise da rispettare per quanti intendono operare interventi di questo genere nel centro storico come, ad esempio, gli obblighi inerenti il testo unico e i regolamenti comunali – ha comunicato Andrea Guido, Assessore alle Politiche Ambientali del Comune – mi fa piacere rilevare come la faccenda della grata fallica abbia coinvolto un po’ tutti i leccesi che, come me, hanno a cuore ogni leggenda e ogni storia nata tra le vie del borgo antico. Anche esse fanno parte del nostro patrimonio storico culturale e per questo motivo sono convinto che occorre salvaguardare ogni cosa che possa testimoniarle e tramandarle nel tempo, ivi compresa la grata di Via Palmieri”. “Molti in città – ha proseguito Guido –giurano che la casa di tolleranza sia stata attiva fino al 1958, entrata in vigore della Legge Merlin, ma, anche se così non fosse, il simbolo fallico lo possiamo ritrovare anche su altri monumenti e questo deve farci ricordare che, al di là dell’iconografia contemporanea, questo segno porta con sé altri significati e positivi auspici come la fertilità e la buona sorte e che, per alcune civiltà del passato, il fallo era considerato un vero e proprio amuleto contro invidia e malocchio”.

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