Hollande chiede all’Unione di affiancarlo e annuncia più raid: “Li distruggeremo senza pietà”

Un lungo applauso, tutti in piedi, a cantare la Marsigliese, l’inno nazionale francese: il presidente Francois Hollande ha appena presentato in Parlamento in sessione plenaria il piano di guerra con cui la Francia intende rispondere all’attacco di orrenda ferocia contro Parigi. Sì, un vero piano di guerra, che non trova nessuna opposizione. Nessun «se», nessun «ma», nessuna polemica, almeno visibile, certo serpeggiante. Eppure, anche l’opposizione più tenace, come può essere quella di Marine Le Pen e anche quella di Nicholas Sarkozy, non intende incrinare la «necessaria» unità che il momento drammatico richiede.

E mentre in tutta Europa si discute se possa essere giusto bombardare o meno, sull’islam buono e quello cattivo, e si disquisisce sull’accoglienza e l’integrazione, Hollande proclama ai francesi – che di integrazione ne sanno, nel bene e nel male, più di chiunque altro in Europa – e al mondo che d’ora in poi le regole saranno altre. Il presidente comincia con le parole di prammatica: francesi, non bisogna avere paura, andate, vivete, «influenzate il mondo», con il vostro modo di vivere e di pensare. Poi, ecco spuntare la grandeur di napoleonica ascendenza e l’orgoglio d’Oltralpe, che neanche il relativismo e il multiculturalismo più spinto possono cancellare: la Francia ha affrontato molte prove e nella storia «coloro che hanno voluto sfidarla sono stati i perdenti» e sarà così anche questa volta. L’Isis e la sua strategia del terrore non devono essere semplicemente «contenuti», ma «sradicati» e «distrutti».

In concreto: Hollande chiede al Parlamento più poteri, perché di fatto «siamo in guerra». Gli atti di venerdì sera sono atti di guerra, « costituiscono un’aggressione contro la nostra Repubblica, i nostri valori, lanostra gioventù». Lo stato di emergenza in Francia sarà esteso per altri tre mesi, con esigenza per questo di modificare la Costituzione (l’articolo 36 lo limita, infatti, a 12 giorni), perché «in guerra non valgono le regole di pace. Ritengo, in coscienza, che dobbiamo far evolvere la nostra Costituzione per agire contro il terrorismo di guerra». Inoltre, potrebbe essere anche modificato l’articolo 16 sui poteri del presidente.

La richiesta per la proroga dei poteri straordinari verrà portata in Parlamento mercoledì. Possibilità di espulsioni rapide degli «stranieri che rappresentano una minaccia di particolare gravità» e revoca della doppia cittadinanza di quelli anche francesi: un’azione contro il terrorismo di guerra», oltre a un possibile impiego del braccialetto elettronico. Inoltre verranno creati 8.500 nuovi posti in polizia e nella giustizia entro i prossimi due anni per favorire i controlli, e verranno rinviato «al 2019» i tagli nell’esercito.

Sul fronte internazionale, l’annuncio deciso che i raid in Siria non solo continueranno, ma «aumenteranno». Poi lancia un appello all’Ue per controlli più efficaci ai confini esterni, e per una coalizione che si estenda a tutta ‘Europa ma che coinvolga anche le Nazioni Unite. In particolare, Hollande, si appella all’Unione europea, rivendicando la clausola di solidarietà di fronte alla strage compiuta dai terroristi dell’Isis venerdì notte. «Non è un nemico della Francia ma dell’Europa», afferma il presidente francese: per questo, «ho chiesto al ministro della Difesa di incontrare da domani i suoi omologhi europei in base all’articolo 42.7 del trattato dell’Unione che prevede, di fronte all’aggressione di uno Stato, che tutti gli Stati membri diano solidarietà».

In caso di aggressione armata nei confronti di uno Stato membro, l’articolo citato prevede che gli altri diano assistenza «con tutti i mezzi in loro potere». La Francia quindi chiederà all’Onu «una risoluzione contro il terrorismo» perché «occorre una unica, grande coalizione» che intervenga in Siria». Nei prossimi giorni il leader transalpino incontrerà i presidenti americano, Barack Obama, e russo, Vladimir Putin, «per unire le nostre forze» contro l’Isis.

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