Il cane in ospedale fa bene al paziente e toglie il medico di torno

A Perugia, presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia, una ragazza che è ricoverata presso la struttura di Medicina interna e scienze endocrine e metaboliche, potrà guarire in presenza del suo cane preferito, un cucciolo di labrador dopo che la direzione sanitaria della struttura, citando le esigenze terapeutiche della padrona, ha dato il via libera all’ingresso dell’animale.

Questo anche dopo che, in accordo con quanto reso noto dall’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera, la ragazza da subito aveva espresso il desiderio di poter rimanere in compagnia del cane anche se solo per qualche ora al giorno.

Quella dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia non è stata peraltro una concessione o uno strappo alla regola in quanto presso la struttura si punta molto sulla relazione cane-paziente e sul giovamento che ne deriva.

‘Nella struttura di oncoematologia pediatrica del Santa Maria della Misericordia da tempo alcuni volontari per molte ore della settimana svolgono una intensa attività ludica tra animali e piccoli pazienti’, fa altresì presente l’ufficio stampa della struttura ospedaliera considerando, tra l’altro, che la cosiddetta pet therapy contribuisce a stimolare la partecipazione attiva del paziente portando ad un miglioramento che spesso non è solo comportamentale, ma anche fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

‘A breve estenderemo questo percorso di umanizzazione anche nella struttura di oncologia medica, individuando un apposito spazio‘ ha dichiarato, in accordo con quanto riportato da Quotidiano.net, il direttore sanitario dottoressa Manuela Pioppo nell’aggiungere che ‘verranno valutate di caso in caso le richieste avanzate dai medici che dovranno evidenziare una utilità terapeutica‘.

La ragazza – ha aggiunto – ha tratto sicuro giovamento dalla presenza del suo animale nella sua stanza di degenza. La scienza ha definitivamente accertato – sottolinea ancora l’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera – l’importanza della relazione cane-paziente e nella struttura di oncoematologia pediatrica del Santa Maria della Misericordia da tempo alcuni volontari per molte ore della settimana svolgono una intensa attività ludica tra animali e piccoli pazienti“. “Non solo pet-terapy – sostiene il direttore sanitario sottoressa Manuela Pioppo -, a breve estenderemo questo percorso di umanizzazione anche nella struttura di oncologia medica, individuando un apposito spazio. Verranno valutate di caso in caso le richieste avanzate dai medici che dovranno evidenziare una utilità terapeutica”.

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