Ilva, finita la latitanza di Fabio Riva dopo due anni e mezzo

E’ finita la latitanza di Fabio Riva, ovvero il figlio dell’ex patron dell’Ilva di Taranto, Emilio  essendo ritornato in Italia dopo ben 2 anni e mezzo. Una volta giunto all’aeroporto di Fiumicino, l’uomo è stato arrestato, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e corruzioni in atti giudiziari. Una latitanza, dunque, durata ben 2 anni e mezzo, ovvero dalla fine del 2012, quando il gip tarantino, Patrizia Todisco, aveva firmato contro Fabio Riva, un’ordinanza di custodia cautelare.

Riva, proveniva da Londra, dove tra l’altro è stato rintracciato dall’Interpol, intorno alle ore 21 del 5 giugno; una volta giunto in Italia è stato preso in consegna dagli agenti della polizia di frontiera che insieme agli uomini della Guardia di Finanza lo hanno accompagnato negli uffici di polizia giudiziaria, posti nel terminal 1, per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare e trasferirlo così nel carcere di Rebibbia. Durante la sua permanenza a Londra, più volta i giudici londinesi avevano dato il via libera per l’estradizione in Italia ed in entrambi i casi l’industriale aveva presentato Appello.

Altra ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal Gip di Milano, Fabrizio D’Arcangelo per una presunta truffa ai danni dello Stato per una somma non del tutto indifferente, quale 100 milioni di euro, per cui Riva è stato già condannato in primo grado a 6 anni e mezzo di carcere. In questi anni Fabio Riva ha inoltre collezionato una condanna dal Tribunale di Milano a sei anni e sei mesi di carcere per truffa ed altri sei anni di reclusione, emessi dal Tribunale di Taranto per omicidio colposo e disastro ambientale.

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