Immigrati Torino: Arcivescovo Cesare Nosiglia, ‘Ospitate i profughi’

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Cinque immigrati da accogliere in ogni casa di riposo, in ogni parrocchia ed in ogni istituto ecclesiale che è in grado di farlo, ed un immigrato da accogliere in ogni famiglia. E’ questo l’appello alle famiglie di Torino ed alle Unità Pastorali della Città che con una lettera è stato lanciato da parte dell’Arcivescovo Cesare Nosiglia.

La richiesta di accoglienza che è stata formulata dall’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia non è legata solo ad offrire ai profughi ospitalità notturna presso le famiglie e nelle Unità Pastorali. Nella lettera l’Arcivescovo invita ad offrire una ospitalità ‘completa per alcuni mesi, in base alle necessità e alle indicazioni che le Istituzioni pubbliche potranno fornirci’.

‘Definire un concreto programma di accoglienza straordinaria e di accompagnamento per alcuni fratelli e sorelle vittime della migrazione forzata’. Questo è, con le sue parole, quanto chiede l’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia nell’estendere l’invito a tutte le Unità Pastorali della Regione Piemonte con particolare riferimento ‘ai moderatori e referenti territoriali della Caritas, San Vincenzo e altre realtà che operano nel sociale’.

Il progetto di accoglienza dei profughi, affinché possa essere definito e curato in ogni dettaglio, secondo l’Arcivescovo Cesare Nosiglia deve essere tale che ogni Unità Pastorale faccia riferimento all’Ufficio Pastorale dei Migranti.

L’acuirsi dell’emergenza‘, scrive altresì l’Arcivescovo Cesare Nosiglia nella lettera proprio sul tema dell’emergenza profughi rivolgendosi alle diocesi e ai cittadini di Torino, ‘esige ora un intervento diverso, per favorire l’accoglienza capillare di gruppi numericamente più piccoli, ma geograficamente più diffusi sul territorio‘.

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