India, il governo vieta il film sullo stupro di una giovane indiana

La povera ragazza è stata uccisa perché si è ribellato allo stupro di gruppo.

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La regista Leslee Udwin aveva impiegato due anni per la realizzazione del film documentario. Periodo in cui era riuscita ad intervistare uno degli uomini accusati di aver stuprato la giovane ragazza. Proprio a causa di questa intervista, le autorità indiane hanno deciso di bloccare l’uscita del film prevista per l’8 marzo. A quanto pare le dichiarazioni dell’uomo conterrebbero delle affermazioni troppo forti, che potrebbero generare una rivolta tra la popolazione indiana. Lo stupratore ha accusato la donna di essere una poco di buono perché se ne andava in giro da sola a quell’ora tardi, inoltre ha dichiarato che se la donna non si fosse ribellata allo stupro sarebbe ancora viva.

I fatti risalgono al 16 Dicembre 2012, la ragazza era stata ad una festa con un amico e stava rientrando a casa. Si trovava su di un autobus quando cinque giovani l’hanno stuprata e poi uccisa. Sul mezzo c’erano anche altre persone che non hanno fatto niente per salvarle.

I cinque uomini sono stati condannati alla pena capitale.

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