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Tutto com’era stato deciso in partenza, inter- Athletic Bilbao si giocherà stasera al Tardini di Parma (alle 21). Nonostante le voci che si erano rincorse nella giornata di mercoledì e che raccontavano di un possibile spostamento della sede a Pisa (scartata perché il campo non è stato ritenuto in buone condizioni) o a San Benedetto del Tronto. E quindi, visto che il cambio del campo avrebbe creato difficoltà organizzative, ecco che si resta a Parma. Poco più di un migliaio i biglietti venduti. Sono acquistabili oggi allo stadio: prezzi dai 10 ai 55 euro e modalità «paghi 2 e prendi 3».

RISCHIO DESERTO Fa comunque specie vedere come la prevendita non sia decollata e si rischi di giocare con poche migliaia di spettatori. Dopo che è saltata Reggio Calabria, l’eventuale scelta di un’altra città marittima avrebbe garantito una risposta migliore dato il periodo vacanziero. Ma tant’è, si giocherà a Parma. E in un 4-3-3 offensivo Mancini potrebbe lanciare Rey Manaj, baby bomber arrivato dalla Cremonese. Aggregato da pochi giorni alla prima squadra, il 18enne sta stupendo tutti. Alternative? Il 4-3-1-2, con Ko- vacic trequartista. Senza dimenticare Jovetic che è apparso in graduale miglioramento fisico da quando si è unito alla squadra.

GLI ESCLUSI Sono sei i giocatori che torneranno a Milano oggi invece di salire sull’aereo a Innsbruck: Andrcol li, Taider, D’Ambrosio, Shaqiri, Schelotto e Hernanes. Quest’ultimo solo per un fastidio ai flessori, i primi per il mercato. Ieri pomeriggio la seduta si è svolta in parte sotto un acquazzone e così il gruppo non è stato spremuto da Mancini. Che ha rinunciato alla rifinitura di oggi per partire il prima possibile per Parma.

CURIOSITÀ il 12 agosto, giorno del Trofeo Tim, Inter c Milan andranno a Reggio Emilia sullo stesso treno in partenza dalla Centrale alle 11.30. Per il rientro notturno i due club useranno i propri pullman.

Mereoledì 8 luglio-sabato 8 agosto. Siamo al «meseversario» per Geoffrey Kondogbia nerazzurro. L’ostensione in piazza della Repubblica, a Milano, risale al 22 giugno, con tanto di ola improvvisata dal parapetto dell’albergo che lo ospitava. La folla, in delirio, mostrava una nuova dimensione interista euforica. Un mese dopo, si aspetta la risposta del campo nel bel mezzo di una nuova fase di lavoro intenso a Riscone.

PREPARAZIONE Perché il vero Geoffrey per ora non si è ancora visto. Il suo fisico potente ed elastico, da quattrocentista, necessita di una messa a punto particolare. Lo ha detto anche il club manager Dejan Stankovic: «Gli servirà tempo, deve lavorare ancora, ma io ci credo tantissimo». Tlitto vero. Nell’allena- mento contro FAl-Ahli di mercoledì ha faticato, non è stato brillante. Il momento è particolare, si sta adattando al ritmo della preparazione di Mancini e anche a quello che il tecnico gli chiede sul campo. Dall’acquisto più costoso ci si aspettava qualcosa di più. Nessuna bocciatura, solo una valutazione dopo il primo mese di lavoro. Geoffrey ieri mattina si è fermato sul campo con Mancini e Guarin per provare alcune soluzioni tattiche in fase conclusiva. Poi, nel pomeriggio, solo massaggi per un leggero mal di schiena dovuto ai carichi di lavoro. D’altronde lui vuole esserci per l’avvio di campionato, vuole essere il punto fermo di questo centrocampo. In gruppo ha legato con Gr.oukouri. Li unisce la camera, la fede musulmana e la lingua francese. Gli manca, però, il salto di qualità fisico, quello che gli permetterà di essere decisivo magari già dal Trofeo Tim di Reggio Emilia, mercoledì prossimo. Stasera contro l’Athletic Bilbao sarà un buon test perché i baschi non concedono nulla, nemmeno nelle amichevoli.

LA TATTICA E sarà un passo avanti anche nell’immersione tattica in un ruolo che deve ancora sentire suo. Nel Monaco è esploso grazie al 4-2-3-1, con un uomo d’esperienza al suo fianco come Toulalan. Non era obbligato a buttarsi nello spazio, aveva davanti quattro giocatori offensivi c lo faceva quando era il caso. Qui all’lnter invece dovrà cercare l’inserimento molto di più. Nell’immaginario del Mancio lui è un nuovo Touré. Quindi un uomo ovunque, perché l’ivoriano può svolgere almeno tre ruoli con uguali risultati. Kondogbia deve crescere in questo e il primo passo sarà assimilare il lavoro atletico. In questi giorni a Riscone è apparso molto stanco alla fine di ogni seduta. La differenza tra il mondo francese e quello italiano si fa sentire. Anche perché l’Inter, non avendo coppe europee che spezzano la settimana, dovrà andare al massimo ogni weekend. Il calendario, in questo, aiuta, visto che nei primi 5 turni, oltre al derby, i nerazzurri affronteranno Atalanta, Carpi, Chievo e Verona.

MISTER 30 MILIONI Mancini ha provato Kondogbia sempre da interno mancino di centrocampo, puntando sulla sua progressione e sulla sua potenza. Agli occhi dei tifosi – e del furbo Marotta: «Visti gli investimenti, l’Inter è una rivale per lo scudetto» -, ci sono quei 30 milioni spesi (più 5 di bonus) per strapparlo alla concorrenza del Milan. E di conseguenza l’aspettativa è altissima. L’etichetta che si porterà addosso Geoffrey sarà pesante, ma ha spalle larghe e il giusto equilibrio interno per sopportarla e rispettarla. A partire magari da stasera. A Parma si aspetta un cenno, un segnale, giusto per festeggiare il suo primo mese in nerazzurro.

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