Isis minaccia con un nuovo video, ‘Colpite i cristiani’: Colosseo, Big Ben e Tour Eiffel sullo sfondo

Messaggio al popolo della croce‘. E’ questo il titolo di un nuovo inquietante video che, pubblicato dagli esponenti iracheni dell’Isis, ha come sfondo tre simboli artistici, culturali e turistici dell’Occidente ed in particolare dell’Italia, dell’Inghilterra e della Francia. Nella foto che accompagna il video, che celebra tra l’altro non solo le stragi di Parigi di venerdì scorso, ma anche l’abbattimento dell’aereo russo sul Sinai, si notano infatti il Colosseo, il Big Ben e la Tour Eiffel.

I cristiani ci hanno dichiarato guerra, il loro sangue non sarà risparmiato’. E’ questo solo uno dei tanti messaggi minacciosi contenuti nel video che, come al solito, contiene pure immagini a scopo propagandistico, dalle azioni da combattimento a schiere di uomini armati a volto coperto.

Per quel che riguarda l’immagine con il Colosseo presente nel video, come peraltro ricorda il sito del TGCom24, non è la prima volta che l’Isis punta il dito sul nostro Paese visto che nel luglio scorso venne pubblicato un libro attraverso il quale lo Stato Islamico invitava a formare movimenti di jihad con l’obiettivo di conquistare Roma.

Intanto, in accordo con quanto riportato da Nbc News citando quanto dichiarato da alcuni analisti americani, l’Is sarebbe dotata di un help desk per jihadisti, ovverosia di una linea di supporto tecnico che, servendosi di linee criptate, sette giorni su sette è attiva per il reclutamento, per il coordinamento e per la pianificazione di attacchi al Cuore dell’Europa come quello di venerdì scorso a Parigi che è costato la vita a 132 persone.

Di nuovo il Colosseo è indicato come obiettivo dall’Isis. Nello stesso giorno in cui la Russia ammette che l’aereo sul Sinai è stato abbattuto da una bomba e Putin annuncia vendetta. Nello stesso giorno l’allarme terrorismo a causa di una «concreta minaccia di un nuovo attentato» fa annullare la partita amichevole tra Germania e Olanda con tanto di evacuazione dello stadio di Hannover in cui era prevista la presenza della cancelliera Merkel e del suo vice, Sigmar Gabriel. Sempre ieri, a Parigi, è stato trovato un cellulare che si pensa sia stato usato da uno degli attentatori dello scorso venerdì. Telefono in cui è stato trovato un messaggio: «Ok, siamo pronti». Ancora ieri è stato diffuso un video intitolato «Messaggio al popolo della croce» che celebra l’attentato all’Airbus e la strage nella capitale d’Oltralpe su uno sfondo nel quale si vede anche il Colosseo, oltre al Big Ben e alla Torre Eiffel.

Il video contiene immagini di prigionieri con la tuta arancione tristemente famosa, immagini di decapitazioni, di uomini armati a volto coperto e di combattimenti. «Aspettiamo il giorno promesso in cui vi sconfiggeremo, aspettiamo il vostro annientamento – recita il messaggio in francese – Vi abbiamo dato l’opzione di una tregua, ma avete rifiutato». E poi ancora: «riunite le truppe, inviate gli aerei, innalzate la croce e avvicinatevi a noi».

Quello che si vede in video, è un gruppo di prigionieri e dei terroristi a volto coperto «Aspettiamo il giorno promesso in cui vi sconfiggeremo, aspettiamo il vostro annientamento dice il messaggio in lingua francese. Vi abbiamo dato l’opzione di una tregua, ma avete rifiutato». E poi ancora: «riunite le truppe, inviate gli aerei, innalzate la croce e avvicinatevi a noi».

«I cristiani ci hanno dichiarato guerra, il loro sangue non sarà risparmiato» proclama il messaggio con il logo della casa di produzione “Al-Battar”, facendo riferimento a un detto di Maometto: «ci avete insultato, ci vendicheremo. Aspettiamo il giorno promesso in cui vi sconfiggeremo, aspettiamo il vostro annientamento», recita il messaggio in francese. «Vi abbiamo dato l’opzione di una tregua, ma avete rifiutato. Riunite le truppe, inviate gli aerei, innalzate la croce e avvicinatevi a noi».

Intanto, continua la caccia a Salah Abdeslam: uno dei due ricercati del commando di Parigi (composto da 9 e non 8 terroristi come pensato in precedenza), tuttora in fuga. Un insolito risvolto proustiano è stato ritrovato tra i rifiuti che il jihadista ha lasciato nella stanza di hotel di Alfrotville, banlieue parigina, da lui affittata col Booking. Un eco da Ricerca del tempo perduto, nella forma di avanzi di madeleines al cioccolato prese dal distributore automatico. C’erano pure resti di pizza da asporto, a riprova che oltre alla tradizione culinaria della Francia profonda, Salah apprezzava anche la dieta mediterranea. Ma c’erano anche siringhe, aghi corti e perisno fili da intubazione. Le siringhe, in particolare, sono state trovate dagli inquirenti sul tavolo tondo del salone. Materiale che è stato utilizzato per fabbricare le cinture esplosive? Oppure i jihadisti si erano strafatti di droga prima degli attentati? Anche questa sarebbe in realtà una tradizione dei guerrieri islamici: dai famosi “Assassini”, come chiamati per l’uso che facevano dell’hashish, agli stessi Giannizzeri dell’esercito ottomano. Certo è che un testimone ha raccontato di averli notati davanti al Ba- taclan prima dell’attacco, proprio perché «avevano facce da morti-viventi».

Anche il fratello di Salah, Ibrahim Abdeslam, aveva usato il sito internet Homeholidays per cercare un appartamento a Bobigny «dal 10 al 17 novembre». E lì si erano presentati in tre, spacciandosi per addetti di una società di sicurezza belga. Gli inquirenti non ci hanno trovato armi, ma sì alcuni cellulari ancora confezionati. «Lui e Brahim ci avevano detto che andavano a sciare», racconta ora il terzo fratello Mohamed: quello che per il momento è stato scagionato, e che consiglia ora a Salah di «consegnarsi alla polizia». Mohamed si dice «scioccato» come gli altri familiari, ma spiega anche che al fratello bisognerebbe ancora concedere il benefìcio della presunzione di innocenza.

Su Salah c’è poi una testimonianza di Hamza Attou: un 21enne che è stato fermato dalla polizia belga come possibile complice del terrorista. Sarebbe proprio lui che Salah avrebbe contattato, suubito dopo gli attacchi terroristici. «Pronto, puoi aiutarmi? Puoi venire a prendermi a Parigi? Ti pago la benzina e i pedaggi» gli avrebbe chiesto. Dato il passaggio, Attou lo ha lasciato a Bruxelles, vicino allo stadio Re Baldovino-Heysel, E dopo di allora le sue tracce si perdono.

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