Video Isis, nuove minacce a Roma:Carri armati contro il Colosseo

Arrivano nuove minacce nei confronti dell’Italia da parte dello Stato islamico. Ancora una volta è la Capitale ad essere stata presa di mira,con nuove minacce arrivate da parte dell’Isis accompagnate da immagini di tre carri armati che avanzano verso il Colosseo, ed ancora verso Piazza Navona, San Pietro e l’Altare della Patria, ovvero i simboli di Roma.Oltre alle immagini è stato diffuso anche un filmato dove alcuni carri armati vengono ripresi in uno scenario desertico che spediti avanzato verso il Colosseo.

In realtà come ben sappiamo non si tratta della prima volta che lo Stato islamico avanza delle minacce nei confronti dell‘Italia e nello specifico Roma, diffondendo anche immagini e video. “Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell’idolatria e i crociati finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano”, con queste parole lo scorso 18 novembre l’Isis aveva minacciato l’Italia, ed esattamente a soli 5 giorni dalle stragi di Parigi che hanno davvero sconvolto il mondo intero.

L’allerta terrorismo, dunque, è sempre più alta e continuano i blitz delle forze dell’ordine per intercettare e bloccare possibili terroristi.Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato a parlare della vicenda ribadendo la necessità di trovare un accordo con le altre potenze mondiali per sconfiggere una volta per tutte l’Isis e sradicare così i germi del terrorismo.

Pensare di poter contrastare l’avversario solo andandolo a colpire nei luoghi lontani da casa significa nasconderci la realtà: che tutti gli attentati svolti nel 2015 hanno sicuramente avuto implicazioni con centrali del terrore sparse in tutte nel mondo e particolarmente in certe zone, ma sono tutti attentati compiuti da cittadini cresciuti nelle nostre periferie”, ha dichiarato il Premier Renzi.

“E’ il sistema immunitario delle nostre società contro la deriva del fanatismo. Questa sfida non sarà vinta in una settimana o un anno ma sarà la sfida di una generazione e non c’è arma più potente dell’educazione per vincere la sfida a cui siamo chiamati”. “E’ il luogo nel quale le civiltà sono cresciute, e non vorrei diventasse il luogo in cui la civiltà perde se stessa, come a volte mi capita di pensare vedendo reazioni allucinanti di alcune parti politiche rispetto a fratelli e sorelle che stanno scappando da dittatura, violenza e terrore”.

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