Istanbul,forte esplosione nella stazione metro:si conta un morto e molti feriti

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Nella giornata di ieri la città di Istanbul è stata colpita da una serie di esplosioni che hanno provocato morti, feriti e parecchi disagi. Una prima fortissima esplosione è avvenuta intorno alle ore 18 del pomeriggio presso una stazione della metropolitana di Bayrampasa ad Istanbul, in una zona centrale del lato europeo della città. Ci sarebbe una vittima accertata, ma purtroppo il bilancio è provvisorio e dunque destinato a salire.

In un primo momento si è pensato si potesse trattare di un trasformatore di corrente saltato, la subito dopo è arrivata la conferma della presenza di un ordigno, conferma arrivata dal sindaco del distretto, Atilla Aydiner.L’esplosione è stata provocata dunque da un ordigno artigianale; diverse le pattuglie di polizia, vigili del fuoco ed ambulanze pervenute sul posto, proprio dove si trova la principale stazione degli autobus di Instambul.

Secondo l’agenzia di stampa, Anadolu, l’esplosione non sarebbe avvenuta all’interno della stazione stessa, ma in un cavalcavia nei paraggi; molti passeggeri sono rimasti bloccati all’interno dei convogli durante l’esplosione, ma sarebbero riusciti a scappare dalle finestre del treno.Subito dopo l’esplosione sono stati bloccati i collegamenti della metropolitana e tutta la zona è rimasta per parecchio tempo senza luce; la circolazione dei treni è rimasta sospesa per parecchio tempo. Come anticipato, ci sarebbe un morto e molti feriti, notizia diffusa dal governatore della città sul Bosforo.Al momento le modalità non rimandano ad un’azione terroristica altamente organizzata, ma le autorità restano comunque prudenti su dinamica ed obiettivi.

E adesso, dopo l’abbattimento del cacciabombardiere russo, la guerra diplomatica e economica con Putin (con la Nato che ieri, in un documento ufficiale, ha preso le parti di Ankara) e l’omicidio tre giorni fa del leader degli avvocati curdi Tahir Elci, anche una bomba nella metropolitana di Istanbul, a rendere sempre più inquietante il profilo della situazione in Turchia. Al momento di scrivere queste note, è ancora non accertato il bilancio. La tv l Haberturk parla infatti di almeno un morto; altre fonti riferiscono di soli feriti, almeno 5.

Sempre Haberturk ha riportato la testimonianza di Atilla Aydiner: presidente di quel municipio di Bayrampasa cui è intitolata la stazione dove è avvenuto l’attentato. Secondo lui, si sarebbe trattato di una pipe- bomb: un ordigno artigianale fatto con un tubo riempito di esplosivo e schegge di metallo, che alle 17,30 locali, le16,30 italiane, è scoppiato in un passaggio stradale sopra la linea, provocando la rottura di alcuni finestrini di un treno in transito. Sempre Aydiner ha parlato di sei feriti. Altre cose ancora dice il governatore della Provincia di Istanbul Vasip Sahin, secondo cui ci sarebbe stato soltanto un ferito, e leggero.

Ovviamente,la circolazione dei treni è stata interrotta, e la gente è scesa dai vagoni per camminare sui binari, mentre ambulanze e vigili del fuoco accorrevano. Ma le corse sono poi riprese dopo poco tempo. Era comunque l’ora di punta, e sono state danneggiate sia auto che vetrate in quantità. Nella zona c’è anche la principale stazione di autobus di Istanbul, ma la stazione Ntv ipotizza che l’obiettivo fosse un mezzo della polizia. Alcuni agenti erano infatti passati dal punto dell’esplosione pochi attimi prima che avvenisse. La zona di Bayrampasa si trova nella zona periferica del lato europeo di Istanbul, e di lì passa la linea che collega l’importante stazione di Yenkapi con l’aeroporto Ataturk. Ancora nessuna rivendicazione è stata avanzata, e neanche dalle autorità stanno venendo indicazioni di sospetti sui possibili responsabili.

Di questi tempi, sarebbe fin troppo ovvio pensare all’Isis, e in effetti l’Isis in Turchia ha già colpito sanguinosamente, anche di recente. A ottobre un duplice attentato kamikaze aveva ucciso 97 persone nel corso di un corteo pacifista ad Ankara, e lil 20 luglio a un raduno di sinistra a Suruc a un altro attentato aveva causato la morte di 33 persone. Ma anche il Pkk curdo avrebbe motivi per colpire, e se vogliamo indulgere nelle paranoie complottistiche potremmo pensare a altre ipotesi ancora: da una vendetta dei Servizi russi a una precisa strategia della tensione nell’interesse dello stesso Erdogan. Per non parlare della delinquenza comune: dopo tutto, esiste anche una mafia turca particolarmente pericolosa. L’attentato appare comunque essere stato a bassa intensità, anche se bisognerà capire se voluta, o dovuta alla sorveglianza. Comunque proprio perché i pericoli erano molti il livello di allerta terrorista è altissimo in tutta la Turchia, e la metropolitana è ovviamente uno dei possibili obiettivi più monitorati.

In questo stato di incertezza, Erdogan incassa comunque la solidarietà dei ministri degli Esteri della Nato: «Ribadiamo che la sicurezza dell’Alleanza è indivisibile e che gli Alleati hanno una posizione di forte solidarietà con la Turchia, che sta affrontando molteplici sfide da sud inclusa la minaccia terroristica». Non basta: la Nato annuncia che «sta aumentando la difesa aerea» della Turchia «con misure di sicurezza supplementari». Una presa di posizione che è uno schiaffo a Putin e mette, tra l’altro, in forte imbarazzo l’Italia (peraltro ieri, con i ministri, c’era la rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini), che aveva cercato dimantenere una posizione più aperturista nei confronti di Mosca, il cui isolamento penalizza fortemente la nostra economia.

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