Italia, il caso delle banche salvate scuote il governo

0

Sono finiti sul registro degli indagati della procura di Arezzo i nomi di Lorenzo Rosi, presidente di banca Etruria, e del consigliere Luciano Nataloni. Parte di queste sono state sottoscritte dai clienti, altre sono state sottoscritte da persone fisiche sul mercato secondario (1.900 investitori per un controvalore di 102 milioni di euro). Sta invece per arrivare a conclusione anche il filone che ipotizza il reato di ostacolo all’autorità di vigilanza.

Eppure ora – ha concluso Calderoli- di potenziale non c’è più nulla e il conflitto di interessi sarebbe evidente: a questo punto chiediamo se il dottor Rossi abbia presentato le dimissioni da questa consulenza? Sotto il faro dei magistrati – che potrebbero ben presto ampliare il banco degli imputati fino a coinvolgere altri membri di vertice, fra cui spicca il padre del ministro Boschi, Pier Luigi – sono soprattutto quasi 200 milioni di finanziamenti dati agli amministratori e sui quali banca Etruria ha accumulato 20 milioni di perdite. Poi si citava il ruolo svolto da Rosi e di due pratiche di finanziamento intestate a Nataloni, per un totale di 9 milioni di euro.

Altro che cultura finanziaria, altro che conoscenza del proprio profilo di rischio, altro che speculazione. E sempre a livello giudiziario si stanno muovendo anche le associazioni di consumatori. Aria tossica, come certe obbligazioni. Circostanze che devono essere verificate e riguardano proprio anche l’operato delle autorità di vigilanza. “Non vorremmo che si creasse la paradossale situazione in cui i lavoratori paghino per prodotti finanziari, come le obbligazioni subordinate, emessi dai vertici aziendali”. Il Tesoro torna a difendere il decreto salva-banche, tornato nell’occhio del ciclone a causa dello scandalo delle obbligazioni subordinate, che ha provocato danni ingenti alla clientela retail.

Il Movimento 5 stelle ha chiesto la sfiducia per il ministro. Si è trattato, in particolare, di funzionari e impiegati della filiale civitavecchiese di Banca Etruria. La notizia dei due indagati è stata confermata dalla Procura di Arezzo dopo le indiscrezioni riportate oggi da alcuni giornali. “Pertanto – conclude il portavoce – nessun abuso di informazione privilegiata c’è stato da parte della Romed”.

Rispondi o Commenta