Italia Paese delle 100 tasse che paghiamo ogni anno, le notti degli italiani si riempiono di incubi

L’Italia non è solo uno dei Paesi con la pressione fiscale tra le più alte al mondo, ma anche con elevato numero di imposte e di tributi al punto che si può azzardare a dire che c’è una tassa un po’ per tutto.

In accordo con l’ultima indagine aggiornata a cura della Cgia di Mestre, a riempire spesso di incubi le notti degli italiani ci sono all’incirca 100 tasse. E spesso non si tratta solo di pagare in quanto ci sono gli adempimenti annessi e connessi, dai calcoli alla compilazione di moduli, anche se online, e passando per la trasmissione al Fisco entro delle scadenze ben precise.

Secondo l’Associazione degli artigiani mestrina sono due le imposte che più di tutte gravano sulle tasche dei contribuenti a fronte di un gettito complessivo annuo che per l’Erario è pari al 53,1% del totale. Trattasi, nello specifico, dell’Imposta sul valore aggiunto (Iva) e dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Nel dettaglio, stando ai dati del 2014 nelle casse dello Stato, per una percentuale pari al 33,2% del gettito complessivo, arrivano ben 161 miliardi di euro annui dall’Irpef e quasi 97 miliardi di euro dall’Iva per una percentuale sul gettito totale annuo pari al 19,9%.

E se l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) picchia duro sulle persone fisiche, per le imprese invece le tasse che gravano di più sono l’Imposta sul reddito delle società, ovverosia l’Ires, e l’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap) per un gettito complessivo pari rispettivamente a 31 miliardi ed a 30,4 miliardi di euro.

“Nel 2015 – osserva Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi CGIA – ciascun italiano pagherà mediamente 8 mila euro di imposte e tasse, importo che sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali. E la serie storica indica che negli ultimi 20 anni le entrate tributarie pro-capite sono aumentate di 76 punti percentuali, molto di più rispetto all’inflazione che, invece, è salita del 47 per cento”.

“Si tratta di un podio ancora più negativo se si considera l’altra faccia della medaglia, ovvero il livello dei servizi che nel nostro Paese deve migliorare moltissimo. Il percorso assunto dal Governo e volto alla riduzione della pressione tributaria – conclude Zabeo – è necessario e apprezzabile ma dovrà procedere in parallelo con il miglioramento del livello dei servizi e della loro qualità. In altre parole meno tasse e più servizi: solo così il paese potrà agganciare la ripresa e crescere su tassi in linea con quelli dell’Area Euro che, secondo le ultime previsioni della Commissione Europea, viaggerà ad un ritmo nettamente superiore a quello dell’Italia”.

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