Kate Middleton: Tra famiglia e regali imprevisti

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E’ ancora presto per capire a quale dei due somiglia, certo Charlotte una qualità di mamma l’ha già ereditata: la parsimonia nel vestire, quella tendenza al riciclo dell’abito così poco regale che ha tuttavia contribuito ad alimentare la fama di principessa del popolo, non nell’accezione spenceriana, nel senso di Diana Spencer, di vicinanza alle cause degli ultimi, quanto di principessa venuta da lì.

Tanto più che la vestina in questione costa poco più di 30 euro ed è il souvenir della tata spagnola Maria acquistato in un grande magazzino iberico. Ovviamente andata a ruba dopo l’uscita del ritratto della principessina in occasione del suo sesto complimese, praticamente introvabile quando Kensington Palace ha reso pubblico il regalo dei duchi di Cambridge ai sudditi, una foto dei quattro sorridenti scattata nei giardini di Kensington Palace da un ex militare convertitosi all’ottava arte. Charlotte vestita nello stesso identico modo e George sempre più teppa, e chissà se il minuscolo asilo montessoriano di East Walton da 40 euro al giorno dove i genitori lo hanno iscritto a partire da gennaio riuscirà a placare la sua vivacità.

“I duchi hanno enormemente apprezzato tutti i calorosi messaggi ricevuti quest’anno e non vedono l’ora di trascorrere il loro primo Natale a quattro”, recitava il biglietto fotografico messo anche su Twitter. Un Natale a quattro che si fa per dire, giacché in quei giorni il Norfolk è stato un viavai di gente che neanche al G7 c’era tanta polizia. Dopo il pranzo offerto il 15 dicembre dalla regina a Buckingham e aperto a tutti i rami della famiglia, dai cugini di sua maestà e relativa progenie agli eredi della principessa Margaret, il clan si è ritrovato nella tenuta di Sandringham, questa volta con i soli discendenti di Elisabetta e Filippo, per il tradizionale cenone del 24 con scambio degli auguri. Come fu per lo scorso anno, con gran pena del principe Carlo, William, Kate e i pupi hanno invece disertato il pranzo del 25 rientrando al termine della messa ad Anmer Hall, la tenuta donata dalla regina ai nipoti dove gli stessi hanno intenzione di far crescere i figli. Ad attenderli, i Middleton al completo, ospiti non graditi a Sandringham, per l’apertura dei regali che, parola di William, elettrizzava George da giorni. «Continua a saltellare intorno all’albero come un coniglietto», rivelò, albero che in realtà sono due, il primo tradizionale nel salone, il secondo con addobbi fluo nella sala giochi dei bambini.

E chissà che tra un trenino d’antan, dono di William al figlio, e un cashmere per lattanti, Kate non abbia scartato un po’ di abiti nuovi, giacché il ritorno della principessa alle attività pubbliche dopo la gravidanza è stato caratterizzato dal dress code “déjà vu”. Il cappotto principe di Galles firmato Reiss sta coprendo le auguste spalle da un mese a questa parte a ogni occasione, il trionfale vestito di Alexander McQueen indossato la prima volta nel 2012 per il Giubileo di diamante di sua maestà, e nel 2013 a un matrimonio, è tornato fuori per la visita a una scuola. E che dire degli stivali di Stuart Weitzman ormai consunti dall’uso? Una pratica da comune mortale, quella del recupero dei capi smessi, che fa parte della precisa strategia comunicativa di Kate, quella vicinanza ai sudditi, quella fuga dal Palazzo dorato, che nelle intenzioni dovrebbe portare la monarchia inglese a un livello di simil-normali- tà stile corte nordica al quale Elisabetta ha sempre guardato con orrore.

Aspirazione invero fasulla, se è poi vero che nella realtà la duchessa ha deciso di servirsi per il 2016 di un nuovo team di specialisti per rinfrescare la sua immagine dopo la subitanea sparizione del suo nome da tutte le classifiche mondiali delle best dressed, le meglio vestite che negli ultimi tempi vedono in netta ascesa Mary di Danimarca e Beatrice Borromeo, per restare in tema sangue più o meno blu. A capitanarlo, una che di moda se ne intende non fosse per le figlie, Pandora Anne Stevens, meglio nota come mamma di Cara e Poppy Delevingne, modelle e so- cialite che stanno agli anni 10 come Kate Moss ai 90. Si deve già a lei un primo significativo risultato, il taglio di quella frangia che in settembre aveva sollevato più critiche che complimenti, persino il biasimo di Elisabetta che in privato ha rimproverato la nipote ricordandole che il ruolo le impone visibilità, cosa che la zazzera XL non le garantiva.

Ma la sforbiciata di 6 centimetri non è l’unica novità tricologica recentemente sfoggiata dall’economa Kate. Durante un banchetto di Stato a Buckingham, la duchessa ha avuto l’onere-onore di indossare la Lover’s Knot Tiara, letteralmente la tiara dei nodi d’amore. Un trionfo di perle e diamanti che se non è il più prezioso dei gioielli della corona è certo il più significativo. Realizzata dalla regina Mary, nonna di Elisabetta, sul modello di una corona di sua nonna Augusta di Hesse, moglie del duca di Cambridge nonché settimo figlio di Giorgio III, la Lover’s Knot Tiara fu il dono che l’attuale sovrana fece alla nuora Diana la mattina del 29 luglio 1981, pochi minuti prima della partenza per la St. Paul’s Cathedral dove Carlo aspettava la sua sposa. Riconsegnata a Elisabetta dopo il divorzio Diana, che l’adorava nonostante il peso, era riuscita a tenerla negli anni tra la separazione e la fine definitiva del suo matrimonio – la tiara è rimasta chiusa per 19 anni nei forzieri Windsor. Semplice prestito, sarà tuttavia a disposizione di Kate tutte le volte che lo vorrà. Vista la tendenza al riciclo esagerato, speriamo che la signora Delevingne le spieghi bene che non è esattamente un accessorio buono per tutte le occasioni.

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