Laura Pausini, la strabiliante metamorfosi

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Si sa, gli “anta” portano spesso con loro una buona dose di consapevolezza nuova e sicurezza sin sfacciata. Per molte donne, finalmente libere dall’affanno di dover sempre dimostrare, sia in ambito seduttivo che professionale, la seconda età si trasforma in una sorta di età dell’innocenza, nella sua accezione ludica, leggera. Sono gli anni in cui dopo aver seminato si inizia la raccolta, in cui si finiscono gli interrogatori davanti allo specchio e si comincia finalmente a vivere.

Prendete Laura Pausini, 42 anni a maggio, una che vent’anni fa straziava i cuori con quelli che partivano e non tornavano più e oggi, nel suo ultimo singolo Lato destro del cuore, racconta come “dietro la porta, negli angoli sporchi, mi conosco davvero”. Che per un bel pezzo ha nascosto la prepotente femminilità dentro a improbabili blazer mentre adesso la mostra spavalda, raggiante tratteggio felliniano, inno alla gioia. E chi se ne importa se la taglia non è una 38, una 40 o una 42. Già, e chi se ne importa?

“Sì, son sicura, e mi vesto da qualcosa che vola” canta ancora la nostra nel pezzo cucitole addosso da Biagio Antonacci, e Laura eccome se sta volando, come mai prima d’ora. In meno di un mese il suo album Simili è salito al settimo posto tra i dischi più venduti al mondo, il terzo tra quelli di musica latina solo nel nord America, un mercato di quelli impossibili. Oltre al primato in Italia, Spagna, Messico, Cile, e perfino in Brasile, dove se anche lei non canta in portoghese tutti impazziscono appena apre bocca e stende l’inconfondibile voce sul pentagramma. Un mondo, quello sudamericano, che non a caso la Pausini sta coccolando e seguendo con particolare attenzione e dedizione, anche perché è il mondo che le ha offerto di diventare una star della Tv di quelle con contratti a 5 zeri, giudice di talent popolarissimi che fanno il pieno di audience. La Voz Mexico, l’equivalente del nostro The Voice, poi la versione iberica, ora La Banda, nuovo talent ideato da Simon Cowell, l’inventore di X Factor, in cui si ricercano gli One Direction latini. Presto, si sussurra, proprio X Factor Brasil.

Girato a Miami e trasmesso con ascolti esplosivi da Univision, canale in lingua spagnola visto praticamente in tutto il mondo, La Banda sta sancendo il trionfo di Laura, uno dei tre giudici con Ricky Martin e Alejandro Sanz. Complice anche l’immagine della cantante, un po’ Frida Kahlo un po’ diva latina alla J. Lo, modello di donna concreta, normale nella sua straordinarietà, nel quale ogni ragazza si può ritrovare (e parecchi maschi desiderare). Certo, rispetto anche a solo pochi anni fa, una donna radicalmente diversa, audace come mai, virata verso un sex appeal inedito. «Forse sembravo meno bella perché prima di essere madre ero più inquieta, mentre oggi si vede che sono felice», ha spiegato Laura a Vanity Fair raccontando anche del suo tormentato rapporto con la bilancia («continuo a fare diete, ho una gran fame da ventanni»), di un ex fidanzato che le diceva in continuazione che era grassa e di Paolo, l’uomo della sua vita «che quando mi sveglio al suo fianco vedo che mi guarda e come mi guarda e mi dico: posso anche mangiare qualcosa, tanto gli piaccio».

Paolo e Paola, la piccola che ha quasi tre anni e compare in uno dei 15 video che illustrano le canzoni di Simili. Minifilm firmati da Leandro Manuel Emede, videomaker italo-argentino tra i più richiesti, in cui Laura gioca a fare la gitana, poi la motociclista, quindi la ragazza del clan. In cui rende omaggio a Virna Lisi, si immerge nel latte come Poppea, di nuovo scopre quel corpo tenuto nascosto per anni, per paura. Tutto merito sì della felicità trovata, ma anche di Nicolò Cerioni, lo stylist che si occupa di lei da un paio di anni e ha radicalmente stravolto il suo look
mischiando stili e codici diversi, marchi iconici come Valentino e stilisti emergenti come Gilberto Calzolari che hanno creato abiti ad hoc per la cantante.

E lei, dopo un lungo girare a Ovest, ritornerà in Italia per un po’. Ad attenderla c’è la tournée, poi Sanremo, con Conti che l’avrebbe voluta co-conduttrice e si è dovuto accontentare della sola serata d’apertura. Perché la Pausini pensa in grande, a uno show tutto suo in primavera, con Paola Cortellesi come spalla e un valletto d’eccezione a ogni puntata: Fiorello dovrebbe essere il primo. Il titolo scritto sopra al dossier nelle mani del direttore di Raiuno Giancarlo Leone in questi giorni è Duemilaluci, omaggio alle mille di Mina e Carrà. Duemilaluci, come quelle che oggi le brillano intorno.

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