Los Angeles: allarme bomba in città, chiuse tutte le scuole

Incredibile quanto accaduto nella giornata di ieri a Los Angeles, dove le scuole sono rimaste chiuse per un allarme bomba. L’allarme è scattato in seguito ad una minaccia arrivata via messaggio elettronico al soprintendente del distretto scolastico, Roman Cortines. Nel messaggio in modo schietto si parlava di zainetti o altri pacchi ed oggetti, che sarebbero stati lasciati in alcuni campus scolastici che avrebbero potuto contenere esplosivi. “Riceviamo di continuo minacce ma questa è particolare”, ha dichiarato il soprintendente scolastico Ramon Cortines.

“Questa mattina ho ricevuto un messaggio telefonico dal capo della polizia Zipperman che ha condiviso con me la minaccia che è stato fatta non nei confronti di una scuola, ma di molte scuole di questo distretto scolastico”, ha dichiarato il capo della polizia Zipperman. Immediatamente le autorità hanno richiamato nei depositi tutti gli school bus che transitavano per le strade di Los Angeles, per svolgere il loro servizio. Gli istituti della zona, sono stati immediatamente chiusi e tutti gli studenti che si trovavano al momento nelle scuole sono stati mandati a casa.

Per chi non lo sapesse, ricordiamo che il distretto scolastico di Los Angeles, è il secondo più grande sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti, dopo quello di New York Contea ed in totale conta ben 920 istituti scolastici frequentati da oltre 640mila studenti. Dunque, una volta arrivata la minaccia, la polizia ha provveduto a perquisire gli oltre 1000 edifici presenti nel distretto. Gli alunni sono stati invitati a stare lontani dai campus scolastici, almeno fino a che il pericoloso sia stato scongiurato.

1600.000 studenti di Los Angeles a casa a tempo indeterminato per una minaccia di attacco terrorista. «State lontani dai campus scolastici». «Chiediamo ai genitori di non mandare i bambini a scuola. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i cittadini oggi, delle famiglie e delpersona- le scolastico». È questo il messaggio che lo Unified School District di Los Angeles ha rivolto ai frequentatori di 1100 scuole pubbliche e private e ai loro parenti. Motivo: alcune «minacce credibili» che parlavano di «zainetti o altri pacchi o oggetti» carichi di esplosivo. «Questa mattina abbiamo ricevuto una minaccia elettronica che interessava la sicurezza delle nostre scuole». ha detto il capo del dipartimento di polizia specializzato nella difesa delle scuole Steven Zipperman. Alcuni media hanno ulteriormente specificato: e-mail ricevute da un funzionario del distretto scolastico, e provenienti da Francoforte in Germania.

Dal momento che «la minaccia riguardava non solo una scuola ma molte scuole del distretto», ha precisato il soprintendente Ramon C. Corti- nes, gli istituti resteranno chiusi finché la polizia non li avrà perquisiti.«Nonpossiamo correre rischi, tutte le scuole devono essere perquisite da forze dell’ordine, e non daiprofesso- ri». «Non possiamo permettere che gli studenti rientrino negli edifici fino quando non saranno avvenutiinecessari controlli. Credo che sia importante prendere queste precauzioni sulla base di quello che è successo recentemente e quello che è successo nel passato». San Bernardino, luogo di una recente strage a opera di una coppia di tranquilli coniugi improvvisamente rivelatisi spietati jihadisti, dista poco più di un’ora da Los Angeles. «Dopo quello che è accaduto a San Bernardino non ho voluto mettere a repentaglio la vita dei nostri studenti», ha detto lo stesso Cortines.

È vero: il ragazzino che per evitare un’interrogazione telefona a scuola dicendo «c’è una bomba» e fa sospendere le lezioni per una giornata è un classico. Far chiudere le scuole di un’intera megalopoli, il secondo distretto scolastico per dimensione del Paese più potente del mondo, ci porta però su un’ulteriore dimensione: perfettamente comprensibile, se si pensa alla ferocia terrorista cui ci ha abituato questo 21° secolo. E anche le capacità di hacker oggi necessarie a minacciare senza farsi individuare inducono a considerare con maggior attenzione ogni allarme del genere, anche se l’ipotesi della colossale burla resta sempre la più probabile.

«Abbiamo agito per un sovrappiù di cautela», ha precisato il provveditorato. «Riceviamo minacce tutti i giorni, ma questa è stata una minaccia insolita». E perfino gli scuolabus già in strada sono stati richiamati. Tutti i bambini e i ragazzi che si trovavano già a scuola sono stati vigilati fino all’arrivo dei genitori, ai quali è stato richiesto di presentarsi con i documenti. E non è solo Los Angeles, dal momento che altri due allarmi molto simili sono scattati in Ohio e in Nord Carolina, anche se limitati a due sole scuole. Nel Nord Carolina, in particolare, è stata messa in sicurezza la Glendale Kenly Elementary School della contea di Johnston, mentre la polizia si è messa alla caccia di tre sospetti.

Nell’Ohio è stata invece evacuata la Beavercreek High School. A essere precisi, c’è stata anche una minaccia alle scuole pubbliche di New York, ma quella è stata giudicata dalla polizia«non credibile». «Nessun pericolo per gli studenti», ha garantito il sindaco De Bla- sio. «Sono minacce fatte perfo- mentare la paura. Non lo permetteremo», ha detto il capo del New York State Department, William Bratton, già capo della polizia proprio a Los Angeles. «L’autore della mail ha affermato di essere uno jihadista ma ha commesso degli errori che hanno reso il messaggio stesso non attendibile». È sembrata una critica implicita, cui il capo della polizia di Los Angeles ha replicato: «È irresponsabile criticare quella che è stata la risposta a una minaccia».

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