Luciano Gallino addio, morto il sociologo che denunciò neoliberismo e crisi del lavoro

E’ morto a Torino, all’età di 88 anni, il professore Luciano Gallino a meno di un mese dall’uscita nelle librerie, per Einaudi, del suo libro ‘Il denaro, il debito e la doppia crisi’ con il quale ha lanciato un messaggio alle nuove generazioni.

A seguito di una lunga malattia, il professore Luciano Gallino si è spento nella sua casa dopo essersi distinto come sociologo che più volte ha criticato e nello stesso tempo denunciato il neoliberismo e la crisi del lavoro.

‘Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale’, ha scritto il professore ne ‘Il denaro, il debito e la doppia crisi‘, aggiungendo che ‘Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico’.

Nato a Torino il 15 maggio del 1927, Luciano Gallino è stato uno dei sociologhi italiani più autorevoli con una vasta produzione letteraria incentrata sui temi legati in prevalenza al mondo dell’impresa ed a quello del lavoro. Come ricorda IlFattoQuotidiano.it, il professore ha più volte criticato l’ideologia dominante di Thatcher e Reagan che è incarnata oggi dall’Unione europea, e lo stesso dicasi pure per le degenerazioni dell’impresa e della finanza.

Emblematici sono non a caso i titoli di alcune delle sue opere, da ‘Globalizzazione e disuguaglianze‘ a ‘Il costo umano della flessibilità, e passando per ‘Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l’economia’ e ‘La lotta di classe dopo la lotta di classe, intervista a cura di Paola Borgna’.

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