Tragedia a Torino, Mamma e bimba muoiono in sala parto, Lorenzin manda ispettori nell’ospedale

La donna, ricoverata dal 23 dicembre, nel corso dell’intera gestazione non aveva avuto alcun problema di salute se non qualche rialzo di pressione negli ultimi giorni in vista del parto. Angela Nesta, al nono mese di gravidanza, è morta insieme alla sua bimba a Torino, all’ospedale Sant’Anna, nelle fasi finali del travaglio. La donna, ricoverata dal 23 dicembre del 2015, nel corso dell’intera gestazione non aveva avuto alcun problema di salute se non qualche rialzo di pressione negli ultimi giorni in vista del parto.

Dopo aver appreso della morte della figlia e della nipote, il padre ha cercato di assalire i medici, ma è stato bloccato dai Carabinieri che nel frattempo erano arrivati in ospedale, e che hanno subito sequestrato la cartella clinica della donna. Sull’accaduto è stata infatti aperta un’inchiesta al fine di risalire alle cause e ad eventuali responsabilità. La donna infatti era entrata in ospedale per il ricovero il 23/12 come da prassi in attesa di dare alla luce la bambina e senza alcuna complicanza..

‘Non ci dicevano niente, ho dovuto scoprire dai carabinieri che mia figlia era morta. Me l’hanno uccisa, assieme alla mia nipotina’, ha dichiarato disperato il padre della donna, aggiungendo che ‘adesso voglio giustizia. Voglio sapere perché sono morte. Ho il diritto di sapere la verità‘, in accordo con quanto riportato da LaStampa.it.

Sgomento in ospedale dove, allo stesso modo, i medici vogliono ora capire perché la donna sia deceduta. In particolare il quadro clinico della donna è iniziato a farsi serio durante il parto quando c’è stata una dilatazione improvvisa che è poi è seguita con un arresto cardiaco che ha portato alla morte della bambina e poi della madre nonostante i tentativi per rianimarla.

“È stato qualcosa di improvviso. Non c’era nulla che potesse preannunciare un esito così tragico”. “Fino al momento del malore – spiega – il decorso clinico era stato assolutamente normale e non c’era nulla che potesse preannunciare un esito così tragico. Aspettiamo anche noi l’autopsia per capire che cosa sia successo”. La direttrice precisa anche che «in sala parto era presente un anestesista che ha tentato in ogni modo di defibrillare e rianimare la paziente, sfortunatamente senza risultati positivi».

“Voglio soltanto sapere che cosa è successo a mia figlia”, ha dichiarato  Pietro Nesta, padre di Angela. “L’ultima volta – racconta – l’ho vista ieri pomeriggio. Aveva un dolore all’addome. Pensavo fosse normale per il parto, che era previsto per oggi. Poi i medici ci hanno detto, prima a me e poi al suo compagno, di andare a casa. Da allora ho solo saputo che è morta con la bambina e nessuno mi ha dato uno straccio di spiegazione”. La gestazione di Angela Nesta è stata “bellissima, senza alcun problema. Non potevamo aspettarci un epilogo così tragico. Siamo distrutti”.

Non si dovrebbe più morire di parto. Ma è accaduto di nuovo. A Torino. «E’ successo qualcosa di improvviso e impossibile da prevedere», spiega Chiara Benedetto, direttrice del reparto dell’ospedale Sant’Anna. E adesso il ministero della Salute manderà nei prossimi giorni gli ispettori per indagare sulla morte di Angela Nesta, la donna di 39 anni deceduta durante il parto. E con lei la figlia. Oggi sarà effettuata l’autopsia sulla donna dal medico legale Valter Decla- me. Intanto il procuratore Raffaele Guariniello ha trasmesso gli atti al pm Monica Supertino che ha aperto un fascicolo in cui ipotizza l’omicidio colposo a carico di ignoti.

Leggendo il referto la donna sarebbe stata stroncata da un arresto cardiocircolatorio e la piccola Elisa, la sua primogenita, «nata morta» poco prima. Ilpadre della donna, Pietro Nesta, in ospedale ha affrontato il personale medico a muso duro: i carabinieri, già presenti per svolgere le incombenze più urgenti dell’indagine, sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse. «Voglio
sapere cosa è successo», dice Pietro. «L’ultima volta – racconta – l’ho vista nel pomeriggio.

Aveva un dolore all’addome. Pensavo fosse normale per il parto, che era previsto per oggi. Poi i medici ci hanno detto, prima a me e poi al suo compagno, Francesco, diandare a casa. Da allora ho solo saputo che è morta, con la bambina, e nessuno mi ha dato uno straccio di spiegazione». Angela era arrivata al Sant’Anna il 23 dicembre. A seguirla durante la gravidanza non era stato il personale del presidio sanitario, ma il proprio ginecologo. «Erano state fatte tutte le analisi – spiegano in ospedale – e non era emerso niente che non andasse». Decorso regolare, tanto che i familiari erano stati invitati a rincasare. Poi è successo qualcosa di imprevisto, sembra una «dilatazione improvvisa». In sala parto, dove Angela è stata portata subito, «c’erano non meno di sette specialisti fra i migliori dell’ospedale». La direttrice Benedetto sottolinea che «l’anestesista ha tentato in ogni modo di defibrillare e rianimare la paziente, sfortunatamente senza risultati positivi».

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