Marò, Italia chiede a Tribunale Aja rientro Salvatore Girone: applicazione di misure provvisorie

0

Ai sensi dell’Articolo 290 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, l’Italia ha già depositato un atto con il quale si richiede l’applicazione di misure provvisorie e, nello specifico, l’autorizzazione al ritorno in Italia del fuciliere Salvatore Girone. La richiesta, in particolare, è stata presentata dall’Italia al Tribunale Arbitrale che è costituito presso la Corte Permanente d’Arbitrato de l’Aja.

In accordo con quanto reso noto dalla Farnesina, la richiesta presentata al Tribunale Aja prevede che Salvatore Girone torni in Italia, e che vi resti per tutta la durata della procedura arbitrale che attualmente è in corso tra il nostro Paese e l’India.

Prima delle soluzione definitiva della controversia, l’Italia ha anche chiesto al Tribunale Arbitrale il riconoscimento e la protezione di alcuni diritti fondamentali facendo seguito sia all’avvio, il 26 giugno scorso, dell’arbitrato internazionale, sia all’ordine di sospensione, a carico dei fucilieri della Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, di tutti i procedimenti giudiziari.

Spetterà ora al Tribunale dell’Aja fissare la data al fine di prendere visione della richiesta italiana e decidere se accettare o meno le misure provvisorie su cui il nostro Paese vuol far leva in quanto determinato, nella vicenda della Enrica Lexie, sia a far valere in giudizio il diritto esclusivo all’esercizio della giurisdizione, sia a far riconoscere l’immunità ai militari che operano nell’esercizio delle loro funzioni così come previsto dal diritto internazionale.

La Corte Suprema indiana, tra l’altro, dopo aver sospeso i procedimenti giudiziari ha fissato una nuova udienza per il 13 gennaio del 2016, ovverosia due giorni prima della scadenza della proroga grazie alla quale il marò Massimiliano Latorre ha ottenuto il permesso di curarsi in patria.

Salvatore Girone potrebbe trascorrere il Natale a casa. Perché il governo ha finalmente deciso di muoversie depositare al tribunale arbitrale presso la Corte permanente d’arbitrato de l’Aja, una richiesta di misure provvisorie, ai sensi dell’Articolo 290 della convenzione Onu sul diritto del mare, con cui richiede che il fuciliere di Marina possa tornare in Italia e a restarvi per la durata della procedura arbitrale in corso fra le parti.

Come si ricorderà, l’arbitro internazionale è stato avviato dal governo italiano il 26 giugno. Il tribunale internazionale per il diritto del mare di Amburgo, nel mese di agosto, stabilì che tutti i procedimenti giudiziari a carico dei fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fossero sospesi. In seguito a questa decisione l’Italia ha deciso di chiedere il riconoscimento dei diritti fondamentali, tra cui la possibilità che Girone possa tornare a casa in attesa della decisione del tribunale del- l’Aja. A breve sarà fissata la data di discussione della richiesta italiana. Per l’Italia i militari che esercitano le loro funzioni nell’ambito di missioni all’estero sono coperti da immunità funzionale.

Ad oggi il fuciliere Salvatore Girone è ancora trattenuto nell’ambasciata italiana a New Delhi, mentre il collega Massimiliano Latorre si trova a casa, a Taranto, per curarsi dopo l’ictus che l’ha colpito l’anno scorso.Dell’innocenza dei due marò in molti sono convinti. Il perito Luigi Di Stefano (lo stesso del caso Ustica) ha più volte spiegato le prove dell’innocenza dei militari, fermati nel 2012 in seguito all’incidente in cui rimasero uccisi due pescatori indiani, e di cui Lator- re e Girone furono accusati. Anche il giornalista Toni Capuozzo ha più volte sostenuto la non colpevolezza dei fucilieri. Da oltre tre anni le due famiglie dei marò combattono per vedere riconosciuti i diritti dei propri cari.

Rispondi o Commenta