Matteo Renzi “Nel 2016 via l’Imu e la Tasi per tutti”

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Il Premier Matteo Renzi è tornato a parlare dei nuovi programmi per il nuovo anno,cominciando dalla riduzione delle tasse. “L’Italia è di fronte a un bivio: l’Italia deve tornare a fare l’Italia e allora c’è spazio per uscire dalla crisi. Se viceversa non investisse su se stessa insistendo sulla negatività non sarà un Italia meno ricca, ma il mondo”, è questo quanto dichiarato dal Premier Matteo Renzi al Meeting di Cl a Rimini.

Inoltre, nel contempo parlando di Ue, ha anche aggiunto:“Quando parliamo di Mediterraneo non parliamo di frontiera Ue ma del cuore dell’Ue”. Tanti i temi trattati nel corso dell’incontro come quello dell’immigrazione, delle tasse, sindacati, riforme e tanto altro ancora. Riguardo le tasse, il Premier ha annunciato che verranno tagliate Tasi ed Imu per tutti: “Mi si dice: ‘ma la tassa sulla casa l’aveva tolta Berlusconi’. Non è vero, Berlusconi l’ha rimessa, insieme a Monti. E poi non si tratta di chi ha fatto o non ha fatto una cosa, ma se quella o giusta o meno”.

Ricordando che la “prima cosa fatta sono gli 80 euro”,ha dichiarato il Premier. “Abbassare le tasse è una scommessa che non si fa solo per un anno. Abbassare le tasse sul costo del lavoro è una cosa di buon senso”, ha aggiunto il Premier il quale sostiene che la riduzione delle tasse aumenta il tasso di libertà del paese, nonché il tasso di giustizia sociale. Riguardo il tema delle riforme, il Premier ha dichiarato: “Non sarà semplicemente con le riforme che l’Italia ritroverà la propria identità ma le riforme sono la premessa”.

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  1. Ho osservato che i prezzi della frutta della verdura dell’abbigliamento,del psrrucchiere,nel periodo di passaggio dalle vecchie lire alla moneta Euro non sono stati covertiti ma bensì sono rimasti tali esempio l’insalata che costava 1000 lire non costò più 50 centesimi ma bensì 1 euro e via di seguito . Però gli stipendi furono convertiti esattamente come prevedeva la conversione e cioè uno stipendio di 1000.000 di lire diventò di 500 euro e no di 1000 euro come era avvenuto per ogni prodotto di beni di consumo.Questo a mio modesto avviso negli anni successivi ma non subito ha innescato la perdita dei posti di lavoro,in quanto è diminuito il potere di acquisto dei lavoratori a stipendio fisso.

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