Max Gazzè parla del suo nuovo album Maximilian in uscita oggi 30 ottobre

Si intitola Maximilian, il nuovo album di Max Gazzè, che stando a quanto emerso dovrebbe arrivare il prossimo 30 ottobre. L’album è stato presentato nella giornata di ieri dallo stesso artista a due anni da Sottocasa e dopo il progetto Il Padrone della Festa, scritto e pubblicato dal collega Daniele Silvestri e Niccolò Fabi.“Stavo sperimentando nuovi strumenti e creando suoni diversi. Poi mi è apparso ‘Maximilian’, un uomo né del passato né del futuro, ma di un presente diverso, di un’altra dimensione. Il nuovo disco doveva essere un progetto sperimentale, poi sono arrivate le canzoni. Mi piace molto così com’è, un quadro con tanti colori, eterogeneo”, con queste parole .

Il nuovo album si apre con il brano “Mille volte ancora“, che altro non è che una lettera di un padre al figlio, il cui rapporto sembra essere fatto di allontanamenti ed abbracci, periodi di incomprensione e di silenzio superati dal trascorrere del tempo. Dieci tracce in totale per Maximilian, brani che Max ha scritto in collaborazione con il fratello Francesco Gazzè ed altri autori che compaiono per la prima volta.

«Quando scrivo con mio fratello poi io non tocco più niente, al massimo modifico pochissimi dettagli della musica. Ma io sono molto attento al suono delle parole. Talvolta trovo raccapricciante come vengono messe certe parole in alcune canzoni”, ha raccontato Max Gazzè. L’album è stato registrato e mixato a Roma, da Gianluca Vaccaro al Terminal 2 studio e masterizzato a New York da Chris Gehringer, presso lo Sterling Soud.

“Per me è importante sia il modo in cui è costruito il testo, a livello tecnico, la metrica. Sono molto attento al suono delle parole. Quello che trovo raccapricciante è il modo in cui vengono messe delle parole in alcune canzoni: se le parole non hanno un loro suono diventano stridenti. C’è la sagra delle rime baciate, delle rime alternate: quello che sento è la mancanza di consapevolezza di come si deve si deve trattare un testo. La canzone è fatta di testo e musica, bisogna trovare il giusto equilibrio tra le due cose. Il testo dev’essere già musica

Alcuni testi di questo disco sono stati scritti insieme a suo fratello Francesco:

“Nei testi scritti in questi anni c’è sempre l’attenzione a suggerire degli argomenti seri, però per renderli più accessibili bisogna usare quel minimo di ironia, e anche di sarcasmo. Si può essere seri senza essere seriosi, si può fare dell’ironia senza essere dei cialtroni o dei pagliacci. Quando scrivo con mio fratello non tocco nulla di quello che lui fa. Io già vedo la musica in quello che lui scrive, piuttosto adatto la musica”

Quanti artisti dovrebbero imparare da lui, chiusa parentesi.

Ma torniamo alla musica. “Maximilian”, dieci tracce di suggestioni a occhi chiusi. Che si apre con “Mille volte ancora”, la lettera di un padre a un figlio:

“L’amore è qualcosa di unico che viene poi culturalmente trasferito in vari elementi. L’amore per un figlio va coltivato, alimentato e ricostruito ogni volta. Ci sono delle incrinature, delle incomprensioni, ci sono tentativi di distruggere il rapporto, è la natura stessa che fa questo. Bisogna poi essere bravi a ricostruire, a ricercare. L’importante è non adagiarsi su un rapporto, ma vedere questo rapporto ogni giorno diverso”

In questo disco vengono raccontati molti tipi di rapporti:

“Di rapporti, di esasperazioni, di condizioni nei rapporti, detti in chiave ironica e a volte esasperata – come ad esempio in ‘Teresa’ -. In questi tempi è molto più facile separarsi che stare insieme e ricostruire ogni giorno”

Ma chi è “Maximilian”?

“In Maximilian vedo me stesso: è difficile descrivermi, non saprei come farlo se fossi solo al mondo. Ci vuole qualcun altro che lo fa, avrei bisogno di uno specchio. Io sono un musicista, sono uno sperimentatore, al di là delle canzoni mi piace sperimentare con i suoni, sono un compositore e anche un cantante. Maximilian è una parte di me che si è staccata e rappresenta quella cosa lì”

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