Medici senza frontiere lascia centro di accoglienza di Pozzallo “Condizioni indegne”

Annuncio shock quello effettuato nella giornata di ieri dall’Organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere. Da quanto emerso, l’organizzazione avrebbe annunciato l’uscita dal Centro di prima accoglienza e soccorso di Pozzallo e la chiusura di supporto psicologico nei centri di accoglienza straordinaria della Provincia di Ragusa. Il progetto si supporto psicologico verrà interrotto a partire dal 1 gennaio 2016 in ben 16 centri di accoglienza straoidinaria della provincia di Ragusa.

In una nota diffusa da Msf si legge quanto segue:”Non ci sono le garanzie minime per una collaborazione efficace.Rinnoviamo così l’appello alle autorità italiane affinché sviluppino risposte concrete e di lungo termine: i bisogni delle persone più vulnerabili devono essere la priorità”.

Stefano di Carlo, il capo missione Msf in Italia ha aggiunto :“Nonostante le nostre richieste, le condizioni precarie e poco dignitose in cui vengono accolti migranti e rifugiati appena sbarcati rischiano di rimanere la realtà del futuro”.

L‘organizzazione denuncia, dunque, il cattivo stato dei centri di accoglienza, sostenendo che la struttura di Pozzallo in molte occasioni è stata sottoposta alle condizioni di sovraffollamento, con picchi che in molti casi hanno anche superato il tetto massimo di 220 migranti. “Gli sforzi posti in essere dalla nostra organizzazione e dalla Asp per tenere sotto controllo il rischio di contagio all’interno del centro risultano spesso limitati da una gestione del problema poco attenta da parte dell’ente gestore con il quale siamo chiamati a collaborare”, denunciano ancora Medici senza frontiere nel report di novembre, nel quale segnalavano alla commissione parlamentare anche l’allarme scabbia all’interno del centro.

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