“Dopo una fase di entusiasmo per la terapia ormonale sostitutiva siamo passati alla paura acritica degli ormoni, poi sono arrivati gli isoflavoni di soia a richiamare l’attenzione, salvo poi scoprire che anche questi devono essere maneggiati con cura. È giunto perciò il momento di fare chiarezza, spiegando innanzitutto alle donne che la menopausa non è una disgrazia, ma va affrontata come merita”

“Oltre 13 milioni e 800mila italiane hanno più 50 anni e stanno affrontando la menopausa. Disturbi cardiovascolari, osteoporosi e tumori sono alcune delle conseguenze della fine delle mestruazioni. Ma solo un’italiana su due ne è a conoscenza. Se vogliamo evitare di dover curare domani sempre più pazienti afflitte da malattie croniche dobbiamo favorire oggi gli stili di vita sani. Per questo lanciamo la campagna Menopausa meno…male! con l’obiettivo di aiutare le donne a vivere questa fase della vita con più consapevolezza e serenità”

“La terapia ormonale sostitutiva non va prescritta a scopo preventivo o a dieci anni dall’inizio della menopausa, ma subito, e solo, alle donne con sintomi e che non abbiano una controindicazione assoluta agli ormoni, come un pregresso tumore al seno; se la cura è personalizzata e la paziente è seguita per valutarne bene gli esiti, non è pericolosa ma vantaggiosa, specie nelle donne con molte vampate, segno di una maggior fragilità vascolare e quindi indicative di un maggior rischio per cuore e vasi”.

«Sono centinaia, e ciascuno può spostare l’insorgenza della menopausa di poche settimane come di un anno, ma tutti hanno a che fare con la riparazione dei danni al Dna: in pratica, se questi geni sono efficienti gli ovociti riescono a “risanare” meglio le mutazioni del genoma e sopravvivono più a lungo, allontanando il climaterio – spiega John Perry, l’epidemiologo dell’università di Cambridge che ha condotto lo studio -. Non a caso i danni al Dna provocati dalle sigarette mandano le fumatrici in menopausa uno o due anni prima del previsto: mantenere il Dna integro è quindi il mezzo migliore per ritardare il climaterio».