Migranti, ancora morti su un barcone a sud di Lampedusa

Nuova tragedia del mare a sud di Lampedusa, purtroppo anche nel giorno di Ferragosto. Su un barcone lungo quasi quindici metri, infatti, la Marina militare è riuscita a salvare oltre 300 persone, ma circa quaranta sono state trovate morte, forse per asfissia in quanto si trovavano nella stiva e dove non hanno purtroppo trovato scampo a causa dei gas di scarico.

Nella logica criminale di chi organizza questi viaggi sulle carrette del mare, solo chi paga di più sui barconi può sedere su un posto all’aperto, mentre chi paga meno è costretto a viaggiare ammassato con gli altri nella stiva. E’ l’ennesimo caso di migranti che cercano di raggiungere l’Italia e che muoiono durante il tragitto.

E’ alta la probabilità, di questo passo, che da qui alle prossime settimane quest’ultima tragedia del mare non sia purtroppo l’ultima. A pensarla così è il ministro dell’Interno Alfano che è tornato nuovamente a chiedere l’intervento dell’Europa al fine di risolvere il problema della Libia. La maggioranza dei migranti parte proprio dalle coste libiche, ovverosia da quelle di un Paese dove i cosiddetti scafisti ad oggi hanno gioco facile nel portare avanti i loro traffici includendo quello di esseri umani.

Il bilancio dall’inizio dell’anno è drammatico in quanto in meno di otto mesi, nei viaggi dall’Africa verso l’Italia sono morte circa 2.300 persone. Trattasi però di una stima anche perché di molti migranti morti in mare nessuno sa nulla in quanto spesso non è dato sapere quante sono con precisione le persone che partono e quelle che arrivano sane e salve.

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