Migranti, cinquantuno cadaveri ritrovati nella stiva di un barcone a largo della Libia

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Ancora una tragedia nel Mediterraneo ancora una volta migranti deceduti lungo il viaggio della speranza. Cinquantuno cadaveri sono stati individuati nella stiva di un barcone blu diretto verso l’Italia e soccorso al largo della Libia da un’unità svedese. Sul barcone in questione viaggiavano altri 400 migranti, che per fortuna sono riusciti a salvarsi.I cinquanta migranti ritrovati senza vita nella stiva del barcone, sarebbero deceduti a causa delle esalazioni del motore.

Stando a quanto emerso,l’unità svedese Poseidon inquadrata nel dispositivo Frontex e impegnata nelle operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia aveva appena preso a bordo 130 migranti che si trovavano a bordo di un gommone. Subito dopo sarebbe stata dirottata dal Centro Nazionale Soccorsi della Guardia Costiera italiana in direzione del barcone ed ha tratto in salvo ben 429 migranti. “Ci hanno chiusi nella stiva e quando abbiamo capito che potevamo morire soffocati abbiamo sfondato la botola per potere prendere aria e respirare…”, avrebbero dichiarato i migranti sopravvissuti alla tragedia.

“Hanno rischiato di morire soffocati come i 49 migranti arrivati a Catania per la ‘strage di ferragosto”, ha invece dichiarato un investigatore impegnato nell’inchiesta. “Quelli bloccati nella stiva non potevano salire sul ponte esterno” e per costringerli l’equipaggio “faceva ricorso alla violenza, con calci, pugni e colpi di cinghia” anche se “solo provavano a uscire la testa dai boccaporti”, è questa sommariamente la ricostruzione dei fatti effettuata dai sopravvissuti davanti al gip di Catania.Nella mattinata di ieri, intanto a Catania è approdata la nave militare croata Andrja Mohorovicic, con 218 migranti a bordo e la salma di un uomo sudanese morto durante la traversata.

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