Migranti, scontri del 17 luglio scorso a Roma: arrestati attivisti di Casapound

Gli episodi di violenza si sono verificati il 17 luglio scorso, allorché gli odierni destinatari delle misure cautelari hanno posto in esser una energica protesta volta ad impedire il trasferimento presso una struttura di accoglienza sita nelle vicinanze di cittadini extracomunitari destinati a piani di accoglienza.

Per i fatti del 17 luglio scorso: durante il trasferimento di un gruppo di migranti 14 agenti rimasero feriti e 2 attivisti di Casapound arrestati.

Dalle prime ore di questo venerdì mattina la Digos di Roma ha eseguito diverse misure cautelari a carico di esponenti di CasaPound. Proc. della Repubblica Albamonte ha emesso sei ordini di custodia agli arresti domiciliari e tre obblighi di firma a carico di soggetti ritenuti responsabili di concorso in resistenza aggravata a pubblico ufficiale, nonché, a vario titolo, di lesioni a pubblico ufficiale, porto di oggetti ad offendere, nonché utilizzo di casco in occasione di manifestazioni in luogo pubblico.

Dal canto suo, Gianluca Iannone, leader di CasaPound Italia, ha così commentato: “Colpevoli di difendere l’Italia e gli italiani”. Arresti liberticidi che arrivano “casualmente” in momento di difficoltà in cui si aprono i giochi per il voto nella Capitale. Qual è la colpa di CasaPound? Aver osato difendere le donne e gli anziani del quartiere dalle manganellate della polizia? “Abbiamo difeso i diritti degli italiani”. “Se amare l’Italia e difenderla è un reato allora arrestateci tutti perché non ci fermeremo”.

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